Valcamonica e Franciacorta

Viaggio in Val Camonica, un’ampia distesa pianeggiante che si estende nelle Alpi centrali, in Lombardia, fra le province di Brescia e di Bergamo. Quota 3.160 metri sul livello del mare: sulla cima di Lagoscuro, nella spettacolare cornice dei ghiacciai dell’Adamello – Presanella, Ponte di Legno e il gruppo del Cevedale, un’emozionante apertura del nostro conduttore con Lino Zani ed una guida alpina. Un omaggio agli eroi poveri e umili delle Alpi, un itinerario dalle grandi emozioni per la bellezza dei panorami, il brivido del vuoto e il fascino della storia: ai piedi del ghiacciaio Presena, il Sentiero dei Fiori e le trincee di Bocchette di Val Massa, mirabili opere della Guerra Bianca che raccontano una montagna che non va dimenticata, fatta di mezzi esigui, coraggio, impressionante perizia e incredibile forza d’animo.

Linea Bianca VAlcamonica

Sulle colline della Franciacorta, in quella bella zona che si trova tra Brescia e la parte meridionale del lago d’Iseo. Un territorio noto in tutto il mondo per la produzione dell’omonimo vino, ma che riserva anche inaspettate sorprese. Di Marco Rossetti e Francesca Topi .

Franciacorta

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Le Torbiere del Sebino

Le Torbiere del Sebino fanno parte di una riserva naturale tra la Franciacorta e il Lago d’Iseo, in provincia di Brescia. Un luogo in cui il cielo si specchia nell’acqua tra i canneti e il sole scintilla sulle passerelle di legno, facendoti sentire un tutt’uno con la natura, lontano dalle ansie quotidiane. Te ne parliamo in quest’articolo.

La Riserva naturale Torbiere del Sebino

Che cos’è una torbiera? Per la nostra generazione, la risposta non è così scontata. Si tratta di un luogo acquitrinoso in cui si deposita la torba, cioè un combustibile fossile formato da resti vegetali acquatici. Oggi in Italia non è più molto usata, mentre in Irlanda e in Finlandia è ancora abbastanza popolare.

torbiere-del-sebino-1

Lo sfruttamento delle Torbiere del Sebino iniziò alla fine del ‘700. La torba serviva ad alimentare le filande di Iseo, le fornaci, il riscaldamento delle abitazioni e persino i treni! Negli anni ’50 l’estrazione della torba lasciò il posto a quella dell’argilla per la fabbricazione dei mattoni. Fino a che, negli anni ’70, si affermarono le ragioni della salvaguardia ambientale.

Oggi le Torbiere del Sebino sono parte di una riserva naturale e sono state dichiarate “zona umida d’importanza internazionale”. Donzelle, siete avvisate, fare la piastra prima di venire qui è inutile!

Torbiere del Sebino

I percorsi naturali

Le Torbiere del Sebino sono il luogo ideale per una passeggiata rigenerante. Passerelle in legno e sentieri sulla riva permettono di immergersi in questo paradiso acquatico. Gli unici suoni sono il vento che fruscia tra le piante, i versi degli uccelli e l’allegro sguazzare delle paperelle. Se non ci sono altri turisti a produrre inquinamento acustico, ovviamente.

Torbiere del Sebino

Abbiamo visitato le torbiere in pieno inverno ed erano quasi completamente ghiacciate! Veniva voglia di pattinarci sopra. Uno spettacolo indimenticabile. Certamente in primavera mostrano un altra faccia, verde e vivace, e ci piacerebbe tornare. In estate invece… temo che il sole e le zanzare mietano molte vittime. Ma non ho raccolto testimonianze in merito.

Gli itinerari consigliati per visitare le Torbiere del Sebino sono due:

  1. Itinerario sud-centrale: partenza e arrivo dal monastero S. Pietro in Lamosa oppure dalla stazione di Provaglio. Lunghezza: 4 km circa. Tempo di percorrenza: 2 – 3 ore.
  2. Itinerario nord-centrale: partenza e arrivo dal Centro Visite (via Tangenziale Sud, Iseo). Lunghezza: 5 km circa. Tempo di percorrenza: 3 – 4 ore.
Torbiere del Sebino

Monastero di S. Pietro in Lamosa

Orari e costi

La Riserva Torbiere del Sebino è aperta tutto l’anno, dall’alba al tramonto. Per accedere si richiede il pagamento di un biglietto di 1€, cifra simbolica destinata a finanziare lavori di conservazione e ricerca.

Il biglietto è acquistabile presso gli erogatori automatici presenti ai 3 ingressi della Riserva (accettano solo monete da 1€):

  • Ingresso Nord – a Iseo, presso il Centro Accoglienza visitatori, di fronte al campo sportivo;
  • Ingresso Centrale – a Provaglio d’Iseo, presso il monastero S. Pietro in Lamosa;
  • Ingresso Sud – a Corte Franca presso l’Infopoint, via Segaboli, vicino al parcheggio del Centro Commerciale “Le Torbiere”.
Torbiere del Sebino

Molto importante: è vietato l’ingresso ai cani. Può sembrare carino portare il proprio bau a sgranchirsi le gambe tra le pozze d’acqua, ma non si fa, proprio no. Il rischio, infatti, è quello di spaventare e danneggiare gli animali selvatici delle Torbiere.

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AVVENTURA NEL SOTTOSUOLO

Il Gruppo Speleo Montorfano organizza delle visite guidate all’antica miniera “Quattro Ossi” di Pisogne (BS)
La prenotazione è obbligatoria, caschetto e illuminazione saranno forniti a tutti i partecipanti

Per maggiori informazioni, contattare Franco al 389-1526891 oppure visitate il sito internet www.gruppospeleomontorfano.info

MIniera 4 ossi di Pisogne

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Il Cammino della Via di Carlo Magno

Con gli itinerari personalizzati della Valle dei Segni pianifichi il tuo viaggio in Valle Camonica:
scegli cosa vedere, in base al tempo a disposizione e al tipo di visita
  CREA IL TUO ITINERARIO Medio 5 tappe 0

Un itinerario paesaggistico, storico e culturale, da percorrere in più giorni 

tappe cammino di carlo magno

Con la Donazione del 774, Carlo Magno infeudava la Valle Camonica, recentemente conquistata, al monastero di San Martino di Marmoutier che, nei decenni successivi, vi introdurrà e consoliderà il cristianesimo fondando numerose chiese e cappelle. 

Ma un’antica leggenda trasfigura questa realtà, narrando le gesta di Carlo Magno che, attraversando tutta la valle, conquista i castelli dei signori locali inducendoli, o costringendoli, alla conversione. Per celebrare le vittorie, ma, soprattutto, la vittoria della Vera Fede, Carlo Magno fa erigere una serie di chiese cui i sette vescovi che lo accompagnano concedono ricche doti di indulgenze.

La leggenda, ambientata in una geografia reale, nomina castelli e chiese spesso ancor oggi visibili, oppure testimoniati da evidenze materiali o documentarie, formando un itinerario a tappe che, nel tardo medioevo, erano considerate altomedievali: un tour turistico ante litteram che oggi può essere ripercorso, sulle orme dell’antica leggenda che continua ad esercitare il suo fascino e che poi scoprire nell’itinerario artistico-culturale
La Leggenda di Carlo Magno nel cuore delle Alpi
 

Ma al passaggio di Carlo Magno in Valle Camonica è legato anche il Cammino che ti presentiamo qui, che ti permetterà di attraversare la Valle dei Segni a piedi, ripercorrendo il presunto percorso compiuto dal celebre re cristiano “a passo lento”, per scoprire il territorio immeregndoti in esso.

Da oggi il Cammino di Carlo Magno ha anche un suo sito internet dedicato:
www.camminodicarlomagno.it

 


L’itinerario è promosso dagli Amici della Via Valeriana dal Lago d’Iseo alla Valle Camonica (lo trovate anche su Facebook), fondato da Antonio Votino e Andrea Grava. Il gruppo è nato con l’obiettivo di promuovere due itinerari a piedi presenti in Valle Camonica, con lo scopo di farli conoscere, sviluppare e creare una realtà di Cammino che possa valorizzare il territorio.

I due percorsi sono la Via Valeriana e la Via di Carlo Magno. La Via Valeriana, da Pilzone d’Iseo fino al Passo del Tonale (da un lato) e al Passo dell’Aprica (dall’altro), si snoda per circa 130 km. La Via di Carlo Magno, da Lovere a Ponte di Legno, si snoda per circa 90 km + i circa 9 km per il Tonale nei quali si unisce alla Via Valeriana.

>>> SCARICA DA QUI IL PIEGHEVOLE DEL PERCORSO!


Tutte le descrizioni e le immagini delle tappe del Cammino sono di © Andrea Grava e Antonio Votino

ATTENZIONE!!! 
Per avere informazioni più complete e dettagliate delle tappe di questo cammino e per tutti gli aggiornamenti e per conoscere le strutture di ospitalità convenzionate che potete incontrare lungo il percorso, potete contattare i promotori tramite la richiesta d’iscrizione al gruppo Facebook Amici della Via Valeriana o scrivendo una e-mail a: amiciviavaleriana@libero.it       

Via di Carlo Magno. TAPPA 1: da Lovere e Boario (16,4 km)

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Descrizione della tappa La tappa inizia dalla piazza del porto di Lovere, percorrendo i vicoli del centro storico, arriviamo alla Basilica di Santa Maria in…

Via di Carlo Magno. TAPPA 2: da Boario e Breno (16,4 km)

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Chiesa di Santa Maria Assunta - Esine

Descrizione della tappa La tappa partendo dalle Terme di Boario prosegue verso la frazione di Montecchio senza mai entrare nel centro abitato, si può osservare…

Via di Carlo Magno. TAPPA 3: da Breno e Grevo (17,6 km)

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Descrizione della tappa Lasciato il centro storico di Breno si segue la via salendo verso l’Eremo di San Valentino ed entrando nei boschi. Si passano poi i…

Via di Carlo Magno. TAPPA 4: da Grevo e Edolo (20,2 km)

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Descrizione della tappa La tappa inizia nel centro di Grevo da dove inizia la discesa verso Cedegolo e poi la salita verso il paese di Andrista. La prima parte…

Via di Carlo Magno. TAPPA 5: da Edolo e Ponte di Legno (22,4 km)

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Descrizione della tappa La tappa inizia nel centro storico di Edolo da dove inizia la salita. Il percorso si svolge quasi interamente in posizione panoramica e…

Descrizione della tappa
La tappa inizia nel centro storico di Edolo da dove inizia la salita. Il percorso si svolge quasi interamente in posizione panoramica e su comodi sentieri. Si attraversano numerosi paesi: Incudine, Vezza d’Oglio, Vione, Temù, Villa Dalegno e infine Ponte di Legno. Tappa che permette di apprezzare le bellezze naturalistiche e storiche dell’Alta Valle Camonica. Giunti a Ponte di Legno la Via di Carlo Magno confluisce sulla Via Valeriana, che unite in unico tracciato raggiungono il Passo del Tonale e quindi il Trentino Alto Adige.

Paesi percorsi

Edolo, Incudine, Davena (frazione di Vezza d’Oglio), Vezza d’Oglio, Vione, Temù, Villa Dalegno (frazione di Temù), Ponte di Legno.

Edolo

« Edolo dunque è terra grande, situata al piano, tutta borgata, ornata di…

IAT Edolo

L’Infopoint di Edolo in P.zza Martiri della Libertà, 2 offre il servizio…

Chiesa di Santa Maria Nascente – Edolo

Una tra le pievi storiche della Valle, è di origini antiche, sebbene la sua…

Incudine

Chiesa di San Maurizio – Incudine

Parrocchia di Incudine, edificata nel 1667. Pregevoli l’altar maggiore di Zotti…

Chiesa di S. Vito e S. Anna – Incudine

La prima chiesa dedicata a S. Vito sorgeva poco distante dal sito attuale…

Chiesa dei SS. Michele e Giorgio – Davena

Nella frazione Davena è posta la Chiesa dei Santi Giorgio e Michele risalente…

Vezza d’Oglio

Vezza d’Oglio è posto sulla riva destra del fiume Oglio, lungo la strada…

Chiesa di S.Clemente – Vezza d’Oglio

La chiesa di S. Clemente è citata nei documenti vescovili almeno a partire dall…

Chiesa di San Martino Vescovo – Vezza d’Oglio

Parrocchiale di San Martino, la fondazione si fa risalire ai monaci di Tours, è…

Temù

[fotografia: Luca Giarelli]

Chiesa di San Bartolomeo – Temù

Parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, di struttira secentesca, ristrutturata…

Museo della Guerra Bianca in Adamello 1915-1918

Il Museo della Guerra Bianca in Adamello, ha definito il tema della “Guerra…

Ponte di Legno

Ponte di Legno (Pònt Dalègn in dialetto camuno) è un comune italiano di 1.746…

IAT Ponte di Legno

Chiesa della Santissima Trinità – Ponte di Legno

Parrocchiale di Ponte di Legno del 1685. Contiene opere di Giovan Battista…

Comprensorio PONTEDILEGNO-TONALE

A cavallo con la Val di Sole, il comprensorio Adamello Ski/PONTEDILEGNO-TONALE…

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Antica strada Valeriana

IL CAMMINO

Il Cammino della Via Valeriana si sviluppa lungo il Lago d’Iseo e la Valle Camonica.

L’Antica Strada Valeriana è un percorso di 140 km circa con partenza da Pilzone d’Iseo e arrivo al Passo del Tonale. Un tempo unica strada di comunicazione tra il lago d’Iseo e la Valle Camonica, la via sta riscoprendo una nuova valorizzazione grazie ai suoi incredibili scorci panoramici e alla sua importanza storica. Un segnale vivo di interesse dimostrato dalla recente mappatura ufficiale e dall’inserimento nel portale dei Cammini d’Italia.

L’itinerario parte da Pilzone d’Iseo e giunge a Edolo dove si divide in due tronconi, uno verso il Passo dell’Aprica e uno verso il Passo del Tonale. è diviso in 9 tappe.

Le tappe della Via Valeriana, da Pilzone al Passo del Tonale
Le tappe della Via Valeriana, da Pilzone al Passo del Tonale/Aprica e la segnaletica da seguire
Credenziale Via Valeriana
La Credenziale ufficiale del Cammino della Via Valeriana

Il percorso si snoda per la maggior parte lungo la mezza costa dei rilievi montani, raggiungendo solo in alcuni casi zone più elevate per superare zone rocciose a picco sulla valle o il fondovalle nei pressi di alcuni paesi importanti per la viabilità camuna. Nonostante sia un itinerario di media difficoltà presenta comunque diversi sali e scendi con alcune salite e discese abbastanza impegnative, dovute all’andamento irregolare dei monti.

Il senso del Cammino è unidirezionale, anche se con maggiore attenzione si può percorrere anche in senso contrario. Partendo da Pilzone si segue la sponda sinistra del Lago d’Iseo e poi la sinistra orografica della Valle Camonica fino al centro di Boario Terme, dove attraversando il paese, si passa sulla destra orografica, per poi tornare sul versante sinistro da Edolo fino a Ponte di Legno.

L’ANTICA VIA VALERIANA

Fin dall’antichità il Lago d’Iseo e la Valle Camonica sono stati percorsi da numerosi sentieri che li univano e permettevano il passaggio di uomini e merci verso la pianura, la città di Brescia e i passi alpini per raggiungere le valli limitrofe.

Alcuni tracciati utilizzati già nella preistoria sono stati poi allargati e sistemati nelle epoche successive, sia in epoca romana con la costruzione della città di Cividate Camuno, sia nel Medioevo con l’edificazione di numerosi centri abitati. Questi percorsi caddero in disuso solo nel XIX secolo con la realizzazione di una strada più comoda sul fondovalle.

Sull’origine del termine “Valeriana” esistono due ipotesi. La prima farebbe risalire il tracciato all’epoca romana, realizzata nel III secolo per volere del Console Gaio Publio Licinio Valeriano. La seconda ipotesi fa derivare il nome da “Vallesiana o Valleriana”, termine che indica un percorso che si snoda all’interno di una valle. Lo stesso termine si riscontra anche in Valtellina e in altre zone di montagna.

  • Tappe

Tappe

Tappe

Le tappe della Via Valeriana

Le tappe della Via Valeriana sono9 per un totale di quasi 140 km da percorrere a piedi lungo lungo il lago d’Iseo e la Valle Camonica.

TAPPA 1: da Pilzone a Pisogne (23 km)

TAPPA 2: da Pisogne a Boario Terme (15,4 km)

TAPPA 3: da Boario Terme a Malegno (15,6 km)

TAPPA 4: da Malegno a Ono San Pietro (10,5 km)

TAPPA 5: da Ono San Pietro a Malonno (17 km)

TAPPA 6: da Malonno a Edolo (10 km)

TAPPA 7: da Edolo a Ponte di Legno (20,6 km)

TAPPA 7 bis: da Edolo al Passo dell’Aprica (16,7 km)

TAPPA 8: da Ponte di Legno al Passo del Tonale (8,4 km)

Il percorso si snoda prevalentemente a mezza costa e, nonostante sia un itinerario di media difficoltà, presenta comunque alcuni tratti in salita e in discesa abbastanza impegnativi.

Come percorrere la Via Valeriana

Il senso del Cammino è unidirezionale, dal lago d’Iseo al Passo del Tonale e al Passo dell’Aprica.

La segnaletica che guida i viandanti è, di conseguenza, visibile solo percorrendolo in questa direzione.

A Boario Terme e a Edolo la Via Valeriana si incrocia con il Cammino di Carlo Magno.

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Parco Comunale delle Incisioni Rupestri di Luine

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane

Il Parco Nazionale delle
Incisioni Rupestri di Naquane

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, a Capo di Ponte, è stato il primo parco istituito in Valle Camonica nel 1955. L’area si estende per oltre 14 ettari e costituisce uno dei più importanti complessi di rocce incise nell’ambito del sito del Patrimonio Mondiale UNESCO n. 94 “Arte Rupestre della Valle Camonica”. Al suo interno, in uno splendido ambiente boschivo, è possibile ammirare ben 104 rocce incise, corredate da pannelli informativi e suddivise in 5 percorsi di visita facilmente percorribili per circa 3 Km. La visita completa di tutti i percorsi richiede almeno 4 ore.

Su queste ampie superfici di arenaria di colore grigio-violaceo, levigate dall’azione dei ghiacciai, gli antichi abitanti della Valle realizzarono immagini picchiettando con un percussore litico o, più raramente, incidendo con uno strumento a punta. La cronologia delle istoriazioni del Parco si colloca tra il Neolitico (V-IV millennio a.C.) e l’età del Ferro (I millennio a.C.), anche se non mancano incisioni di età storica. L’epoca meglio rappresentata è sicuramente l’età del Ferro, quando la Valle era abitata dai Camunni delle fonti romane.

Alcune rocce sono di notevoli dimensioni, come la Roccia 1, che colpisce il visitatore per la straordinaria ricchezza e varietà delle figure incise, circa un migliaio. Sono presenti molte figure di animali, uomini armati, telai verticali a pesi, palette, edifici, coppelle e un labirinto.

Molte rocce sono dominate da figure umane realizzate in modo schematico, nella posizione detta dell’orante: hanno braccia rivolte verso l’alto, gambe contrapposte e corpo lineare, con alcune varianti. Gli studi mostrano la lunga durata di questo tipo di figura che ha inizio nel Neolitico e perdura fino agli inizi età del Ferro. Sulle rocce del Parco possono essere presenti guerrieri, cavalieri, animali, edifici, figure simboliche ed iscrizioni camune, a volte interpretati come elementi di scene di significato complesso, ma è necessaria molta prudenza. Molto spesso le superfici rocciose erano ripetutamente incise, sovrapponendo tra loro figure di età diverse. È così che ad esempio è nata la cosiddetta “scena del villaggio” della roccia 35, dove alcuni edifici che si sovrappongono a precedenti scene di caccia al cervo sembrano mostrare un villaggio con le sue attività. Alcune figure presentano una particolare valenza artistica, come la famosa raffigurazione del sacerdote che corre della roccia 35. In alcuni casi abbiamo vere e proprie raffigurazioni divine, come nel caso della Roccia 70, dove una figura di grandi dimensioni, dalle evidenti corna di cervo, è interpretata come il dio Cernunnos, che trova confronti con il celebre calderone di Gundestrup (Danimarca).

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La Franciacorta e le sue cantine vinicole

Come non iniziare un itinerario nei dintorni del lago d’Iseo se non visitando la bella Franciacorta e magari degustando un buon calice di bollicine.

Il territorio franciacortino è costellato di vigneti e cantine vinicole. Quasi tutte consentono di fare degustazioni, scoprire la loro storia e più in generale la storia del Franciacorta e della sua produzione la quale negli ultimi anni sta sempre più virando verso il biologico.

cosa vedere sul lago di iseo
Interni di una cantina in franciacorta.

Se volete l’elenco delle cantine con orari e degustazioni -> clicca qui per le cantine

Se vi interessa leggere un approfondimento sulla produzione del vino franciacorta vi lascio il link ad un mio articolo: Franciacorta: visita alla cantina vinicola biologica del Barone Pizzini

La Franciacorta non è però solo vino, è un territorio stupendo anche per passeggiate all’aperto, sentieri tra i vigneti e tante possibilità di divertirsi in mountain bike.

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Valle del freddo

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La Valle del Freddo

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La Valle del Freddo
è forse il fenomeno naturale più interessante e singolare dell’intero territorio bergamasco.
In apparenza nulla di straordinario:si tratta di una depressione,lunga circa 600 metri,posta in alta Val Cavallina, a 360 metri di altezza dal mare,subito dopo il laghetto di Gaiano,nel territorio del Comune di Solto Collina: pietrame,un po’ di terriccio,cespugli,alberi,come in qualunque altro angolo della Valle.A guardarla da vicino si scopre invece una cosa straordinaria:qui,ad un’altezza assai modesta,crescono piante e fiori tipici dell’alta montagna,dal rododendro alla stella alpina (quest’ultima normalmente non cresce al di sotto dei 1700 metri di altezza).Tutto ciò avviene in quanto una complessa e particolarissima struttura del terreno fa sì che nel sottosuolo si formino durante l’inverno grossi blocchi di ghiaccio:in estate l’aria passa attraverso questi blocchi e fuoriesce da una serie di buche poste nel fondo della valletta,a temperatura bassissima (2-4 gradi).La zona può quindi considerarsi una specie di grande frigorifero naturale,che consente la sopravvivenza,anche nella calda estate,di vegetazione abituata ai climi più freddi dell’alta montagna.Un fenomeno singolare,dunque,che sembra non avere paragoni in Europa. La Valle del Freddo è visitabile nei mesi di maggio,giugno e luglio,naturalmente lungo un sentiero predisposto al di fuori del quale non è consentito uscire.La struttura della Valle è infatti straordinariamente delicata:basterebbe un nonnulla,non solo per rovinare la flora esistente,ma per distruggere l’intero sistema.
Quest’angolo naturale ricco di noccioli, ghiande e di numerosi frutti e la pineta offrono rifugio a numerose specie di animali: lepri, donnole, volpi, tassi. Tra i rami di rovo, sui noccioli o nel cavo di vecchi alberi fanno i loro nidi i ghiri, i topi moscardini, gli scoiattoli. Il bosco è anche ricco di uccelli: merli, cinciallegre, fringuelli, averle e verdoni. Meno comuni ma facili da osservare sono la ghiandaia, l’upupa e il cuculo.
Tra i rapaci notturni vanno segnalati la civetta e il gufo comune, mentre è un’autentica rarità il passero solitario avvistato recentemente da alcuni ricercatori. Anche i rettili popolano numerosi la Valle del Freddo: la vipera, il biacco, la Coronella austriaca e il Columbro di Esculapio.

INFORMAZIONI
24060 Endine Gaiano (Bg)
Tel. 035/4349817
Fax 035/4349844Facebook12TwitterCondividi

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Piramidi di terra zone

Tappa obbligatoria per i visitatori sul lago d’Iseo

Piramidi di terra di Zone

sono le Piramidi di terra di Zone, lo spettacolo è unico e vanta pochi esempi al mondo. In località Cislano di Zone, raggiungibile da Marone, l’azione corrosiva dell’ acqua a contatto col terreno morenico della montagna, ha modellato questo territorio creando delle piramidi sulle cui sommità sono poggiati grossi massi che fungono da cappello protettivo per il terreno sottostante. La vita delle piramidi è legata al cappello protettivo, quando esso si stacca, la piramide di terra lentamente subisce un abbassamento dovuto all’ azione erosiva dell’acqua. Un sentiero, che parte dalla chiesetta di San Giorgio, ci conduce al belvedere da dove ammirare l’incomparabile spettacolo delle Piramidi di terra di Zone.

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