Itinerari lago d’Iseo

Esiste un luogo dov’è possibile ammirare le Piramidi senza essere in Egitto, abbracciare uno gnomo senza essere considerato quantomeno singolare o scoprire gli antenati dei dinosauri senza viaggiare nel tempo: è il lago d’Iseo, uno dei bacini lacustri prealpini formatisi a partire da 5 milioni di anni fa nell’area compresa tra la Pianura Padana e l’arco alpino.
Situato in Lombardia, tra le province di Bergamo e Brescia, il lago d’Iseo o Sebino è un bacino lacustre di origine glaciale, alimentato dal fiume Oglio. Pur non apparendo di grandi dimensioni, vi si trova la più grande, nonché la più alta isola lacustre italiana: Montisola.

Il lago d’Iseo in numeri
4,5: km quadrati l’estensione di Montisola
9: km il perimetro di Montisola
12: il giorno di giugno del 1161 in cui Federico Barbarossa saccheggiò Iseo
60: km di lunghezza del perimetro del lago
63,5: km quadrati di estensione
180 metri: altitudine a cui si trova il lago
251: profondità massima in metri
500: sono più di mezzo migliaio le specie animali ospitate nell’area
599: altezza massima di Montisola, la più grande isola lacustre italiana
774: è l’anno in cui Carlo Magno conquista l’area del Sebino e la Val Camonica
1428: la repubblica di Venezia conquista il lago
1797: inizia l’occupazione napoleonica
1957: cima del monte Guglielmo, massima altezza tra le montagne intorno al Sebino

Salito recentemente agli onori della cronaca grazie all’opera dell’artista bulgaro Christo Yavachev, che costruì un ponte galleggiante e pedonale tra Sulzano e Montisola che fu percorribile tra il 18 giugno ed il 3 luglio 2017, il lago d’Iseo risulta una delle zone turistiche italiane in maggior ascesa in quanto a numero di visitatori, anche in virtù del fatto è particolarmente apprezzato da turisti stranieri provenienti dalla Germania, dall’Austria, dall’Olanda e da tutta l’Europa in genere.

Il nostro itinerario consente di compiere un percorso circolare lungo le sponde del lago, partendo da Sarnico ed arrivando a Paratico, in modo da percorrere tutto il perimetro del lago. Naturalmente potrete scegliere di percorrere solo alcuni tratti dell’itinerario proposto o di invertire il senso di marcia: il risultato non cambierà e l’itinerario sarà comunque di grande fascino.

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Valle Camonica – Tonale

La val camonica da Pisogne lunga circa  90 km fino al Tonale.
 
 
 

 

 
 
LA VALLE DEI SEGNI
 
La Valle Camonica è nota in tutto il mondo per la straordinaria varietà di incisioni rupestri inserite nel 1979, quale primo sito italiano, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Rappresenta un luogo di fascino e suggestione davvero unico, in cui l’uomo e l’ambiente hanno interagito fin dalla Preistoria. Da qui il nome “La Valle dei Segni”.
Il patrimonio del sito UNESCO n.94 “Arte Rupestre della Valle Camonica” è distribuito lungo l’intera Valle, con oltre 180 località sparse su 24 comuni, e attraversa più di 12 mila anni di storia. I parchi archeologici della Valle Camonica offrono un emozionante viaggio a ritroso nel tempo: qui è possibile ammirare cacciatori, guerrieri e contadini, carri ed aratri, cavalli, buoi, cervi, uccelli acquatici e cani, capanne e torri medioevali.
 

Le alpi, Ponte di legno a 85 km da pisogne raggiungibile in circa 1 ora di auto dalla ss42.

Ponte di Legno con la sua raffinata eleganza ha saputo mantenere nel tempo il fascino del paese di montagna. Il silenzio e la magia del luogo sono un richiamo irresistibile per coloro che cercano il contatto vero con un ambiente naturale.

Situata in un soleggiato pianoro a 1.258 metri d’altitudine, Ponte di Legno è un’importante stazione climatica e un centro turistico montano, estivo ed invernale, considerato da tutti la capitale indiscussa dell’Alta Valle Camonica.

Per l’inverno offre piste di vario livello, collegate a quelle della ski area di Temù, dotate di un sistema di innevamento programmato e servite da 5 impianti di risalita e da 8 piste che garantiscono un’ottima sciabilità. Una cabinovia collega in soli 14 minuti Ponte di Legno al Passo Tonale, offrendo durante il tragitto un bella vista sulle montagne dell’Alta Valle Camonica.

D’estate è la base per magnifiche passeggiate e gite in mountain bike nel Gruppo Adamello Presanella, nel Parco Nazionale dello Stelvio e nel Parco dell’Adamello.

Per gli amanti del golf, in località Valbione a 1.530 mt. si può provare l’emozione di giocare in uno splendido campo al cospetto della Cima Salimmo, circondato dal bosco del Parco dell’Adamello. Per informazioni visita il sito ufficiale del Golf Club Pontedilegno.

L’incantevole isola pedonale offre varie opportunità: dallo shopping nei negozi alla moda all’aperitivo nei bellissimi locali del centro fino ai ristoranti dove degustare i prodotti tipici locali della tradizione camuna.

Sito ufficiale

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Il Treno dei Sapori ferma a Pisogne…

IL TRENO

Il Treno dei Sapori è un’iniziativa di TRENORD che offre piacevoli gite fuori porta sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo, lungo la direttrice ferroviaria Brescia-Edolo.

Il treno è composto da una motrice diesel e due carrozze color arancio. La struttura e il fascino del mezzo sono quelli del primo ’900 mentre gli interni, totalmente rinnovati, offrono dispositivi multimediali, aria condizionata e un sistema di telecamere rivolte all’esterno che consentono la proiezione del paesaggio circostante sui grandi schermi interni al convoglio. Il Treno dei Sapori garantisce il miglior comfort ai passeggeri senza privarli del gusto del viaggio su rotaia. Il giusto mix di classicità e tecnologia.

Parlare del Treno dei Sapori significa parlare di un viaggio che coinvolge e stimola tutti i sensi del viaggiatore. Il programma annuale del Treno dei Sapori consente ai passeggeri di godere magnifici paesaggi della Franciacorta, del Lago d’Iseo e della Valcamonica. La degustazione di prodotti tipici, accompagnati da una selezione di vini scelti da Sommelier certificati, completano ed esaltano il viaggio (previa segnalazione in fase di prenotazione, prestiamo particolare attenzione alle intolleranze e alle allergie alimentari, preparando menu senza glutine,  senza lattosio, vegetariani o vegani).

Lungo il tragitto, il Treno dei Sapori effettua soste per permettere ai viaggiatori, accompagnati da una guida compresa nel prezzo del biglietto, passeggiate ed escursioni presso siti di cultura, cantine e produttori locali.La stazione di Iseo é il punto di partenza e arrivo del treno.

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Monastero di San Pietro in Lamosa

Fondata su un rialzo roccioso che domina le Torbiere, e legata anche nel nome (Lamosa) alla natura paludosa dei luoghi, San Pietro è la più antica e l’unica ancora riconoscibile delle fondazioni cluniacensi del Sebino.

Nel 1083 Teobaldo e Oprando de Tocingo, appartenenti all’aristocrazia lombarda, donarono al monastero Cluny la chiesa di San Pietro di Provaglio: dal testo dell’atto si può immaginare che la chiesa (che si dice consecrata e hedificanda) fosse stata avviata nella parte presbiteriale e che vi fosse stato consacrato l’altare, mentre non erano ancora state costruite le navate. Le indagini archeologiche hanno consentito di riconoscere l’impianto originario dell’edificio a tre navate di quattro campate e tre absidi, con un atrio chiuso antistante la navata centrale. Sul lato nord dell’edificio alla fine del XII secolo venne aggiunto un annesso, probabilmente un oratorio dedicato alla Vergine.

Dopo una lunghissima crisi, i monaci cluniacensi lasciarono San Pietro nel 1476 e la chiesa assunse funzioni parrocchiali, con conseguenti ingenti trasformazioni, ma le fasi medievali sono ancora ben leggibili. Giungendo da ovest è evidente l’abside minore, edificata in blocchi di pietra locale tagliati e sbozzati, scandita da lesene e terminante con una cornice ad archetti di cui resta l’impronta. All’abside si addossa l’annesso costruito in corsi regolari di blocchi squadrati, terminante con una ricca cornice visibile sul fianco nord. Sulla facciata molto rimaneggiata si osserva il portale in blocchi monolitici, corrispondente al portale del vestibolo. Il perimetrale sud della chiesa del 1083 è visibile dal chiostro, come i livelli inferiori del campanile. Alla chiesa cluniacense appartengono anche i due rilievi a intreccio (XI secolo) collocati nel chiostro, che dovevano fare parte forse della recinzione del presbiterio.

All’interno della chiesa, che ora presenta un’articolazione quattrocentesca ad aula con copertura ad archi trasversi, è tuttora possibile osservare la ricca decorazione pittorica (XII-XIV secolo) dell’annesso nord: le pitture parietali più antiche sono la Vergine annunciata (a fianco della monofora tamponata) databile tra XII e XIII e le decorazioni, a racemi e figurative, della cappella; altri lacerti sono, invece, celati nel sottotetto.

Nella porzione superiore della terza campata destra (dal presbiterio) un’Annunciazione, seppur mutila, testimonia il livello della cultura artistica delle maestranze qui chiamate ad operare: il brano è un pregevole esempio degli influssi toscani, mediati tramite la produzione veronese, in questo lembo del lago. Un poco più in alto, verso sinistra, vi sono i resti di una Madonna con Bambino con un pappagallo (fine XIII secolo) e il volto di una Madonna (XIV secolo). Su varie fronti dei pilastri che reggono gli arconi del tetto sono affrescati singoli santi in finte nicchie molto simili tra loro: in questa serie di opere si è individuata la mano del pittore provagliese Domenico Toselli. Il dato è utile per i possibili confronti con altre opere del Sebino tuttora prive di paternità. La maggiore parte degli affreschi che coprono le pareti sono databili tra la fine del XV e i primi due decenni del XVI secolo; molti di questi conservano anche l’iscrizione dedicatoria del casato che li ha voluti.

Il netto stacco rinascimentale è introdotto nella quarta cappella sinistra: la volta a ombrello è affrescata nei primi decenni del ‘500 da Paolo da Caylina il Giovane con Evangelisti e Dottori della Chiesa, mentre nelle lunette trovano spazio sibille e profeti, la regina di Saba, Salomone e la Sacra famiglia. Nell’altare, con paliotto in scagliola e cornice lignea, è collocata la tela, attribuita a Francesco Giugno, con il Ringraziamento alla Madonna del Rosario in cui compaiono il doge, don Giovanni d’Austria e papa Pio V, chiaro riferimento alla battaglia di Lepanto del 1571 [Itinerario G].

Pregevole è il ciclo di affreschi dell’Historia salutis (XV-XVI secolo) nell’attiguo oratorio di Santa Maria Maddalena, sede dell’omonima disciplina.

Monica Ibsen, Federico Troletti

Per saperne di più:

MORI M.G., La decorazione pittorica dei secoli XIV e XVI, in San Pietro in Lamosa in Provaglio d’Iseo. Storia e arte, a cura di F. Sina e A. Valsecchi, Provaglio d’Iseo (Bs) 2004, pp. 41-102.

BREDA A., Valsecchi A., S. Pietro in Lamosa. La vicenda architettonica tra Medioevo e Rinascimento, in San Pietro in Lamosa in Provaglio d’Iseo. Storia e arte, a cura di F. Sina e A. Valsecchi, Provaglio d’Iseo (Bs) 2004, pp. 15-40.

ANELLI L., Le pale d’altare del Cinque, Sei e Settecento, in San Pietro in Lamosa in Provaglio d’Iseo. Storia e arte, a cura di F. Sina e A. Valsecchi, Provaglio d’Iseo (Bs) 2004, pp. 103-117.

TROLETTI F., Provaglio di Iseo: un ciclo pittorico da svelare, in Topografia artistica tra Medioevo e Rinascimento in Franciacorta e nel Sebino, Atti del convegno, Brescia 2006, pp. 207-224.

GUERRINI S., Di alcuni cicli pittorici rinascimentali in Franciacorta, in Cultura Arte ed Artisti in Franciacorta, Atti della seconda Biennale di Franciacorta, a cura di G. Brentegani, C. Stella,  Brescia 1993, pp. 135-147.

PIVA P., Architettura monastica nell’Italia del Nord. Le chiese cluniacensi, Ginevra-Milano 1999, pp. 64-67.

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Le Torbiere del Sebino

Le Torbiere del Sebino fanno parte di una riserva naturale tra la Franciacorta e il Lago d’Iseo, in provincia di Brescia. Un luogo in cui il cielo si specchia nell’acqua tra i canneti e il sole scintilla sulle passerelle di legno, facendoti sentire un tutt’uno con la natura, lontano dalle ansie quotidiane. Te ne parliamo in quest’articolo.

La Riserva naturale Torbiere del Sebino

Che cos’è una torbiera? Per la nostra generazione, la risposta non è così scontata. Si tratta di un luogo acquitrinoso in cui si deposita la torba, cioè un combustibile fossile formato da resti vegetali acquatici. Oggi in Italia non è più molto usata, mentre in Irlanda e in Finlandia è ancora abbastanza popolare.

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Lo sfruttamento delle Torbiere del Sebino iniziò alla fine del ‘700. La torba serviva ad alimentare le filande di Iseo, le fornaci, il riscaldamento delle abitazioni e persino i treni! Negli anni ’50 l’estrazione della torba lasciò il posto a quella dell’argilla per la fabbricazione dei mattoni. Fino a che, negli anni ’70, si affermarono le ragioni della salvaguardia ambientale.

Oggi le Torbiere del Sebino sono parte di una riserva naturale e sono state dichiarate “zona umida d’importanza internazionale”. Donzelle, siete avvisate, fare la piastra prima di venire qui è inutile!

Torbiere del Sebino

I percorsi naturali

Le Torbiere del Sebino sono il luogo ideale per una passeggiata rigenerante. Passerelle in legno e sentieri sulla riva permettono di immergersi in questo paradiso acquatico. Gli unici suoni sono il vento che fruscia tra le piante, i versi degli uccelli e l’allegro sguazzare delle paperelle. Se non ci sono altri turisti a produrre inquinamento acustico, ovviamente.

Torbiere del Sebino

Abbiamo visitato le torbiere in pieno inverno ed erano quasi completamente ghiacciate! Veniva voglia di pattinarci sopra. Uno spettacolo indimenticabile. Certamente in primavera mostrano un altra faccia, verde e vivace, e ci piacerebbe tornare. In estate invece… temo che il sole e le zanzare mietano molte vittime. Ma non ho raccolto testimonianze in merito.

Gli itinerari consigliati per visitare le Torbiere del Sebino sono due:

  1. Itinerario sud-centrale: partenza e arrivo dal monastero S. Pietro in Lamosa oppure dalla stazione di Provaglio. Lunghezza: 4 km circa. Tempo di percorrenza: 2 – 3 ore.
  2. Itinerario nord-centrale: partenza e arrivo dal Centro Visite (via Tangenziale Sud, Iseo). Lunghezza: 5 km circa. Tempo di percorrenza: 3 – 4 ore.
Torbiere del Sebino

Monastero di S. Pietro in Lamosa

Orari e costi

La Riserva Torbiere del Sebino è aperta tutto l’anno, dall’alba al tramonto. Per accedere si richiede il pagamento di un biglietto di 1€, cifra simbolica destinata a finanziare lavori di conservazione e ricerca.

Il biglietto è acquistabile presso gli erogatori automatici presenti ai 3 ingressi della Riserva (accettano solo monete da 1€):

  • Ingresso Nord – a Iseo, presso il Centro Accoglienza visitatori, di fronte al campo sportivo;
  • Ingresso Centrale – a Provaglio d’Iseo, presso il monastero S. Pietro in Lamosa;
  • Ingresso Sud – a Corte Franca presso l’Infopoint, via Segaboli, vicino al parcheggio del Centro Commerciale “Le Torbiere”.
Torbiere del Sebino

Molto importante: è vietato l’ingresso ai cani. Può sembrare carino portare il proprio bau a sgranchirsi le gambe tra le pozze d’acqua, ma non si fa, proprio no. Il rischio, infatti, è quello di spaventare e danneggiare gli animali selvatici delle Torbiere.

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AVVENTURA NEL SOTTOSUOLO

Il Gruppo Speleo Montorfano organizza delle visite guidate all’antica miniera “Quattro Ossi” di Pisogne (BS)
La prenotazione è obbligatoria, caschetto e illuminazione saranno forniti a tutti i partecipanti

Per maggiori informazioni, contattare Franco al 389-1526891 oppure visitate il sito internet www.gruppospeleomontorfano.info

MIniera 4 ossi di Pisogne

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L’ultimo paradiso vicino a casa tua!

La Val Palot, affaccia sull’incantevole Lago d’Iseo, si estende lungo l’antica via di collegamento tra Pisogne e Pezzaze.

La valle regala paesaggi di straordinaria bellezza tipici delle località alpine ed è la meta ideale per vacanze in famiglia e per cimentarsi in sport invernali e attività estive.

Due sono le piste da discesa tradizionale, una dedicata ai principianti e ai più piccoli, l’altra, aperta fino a sera, più difficoltosa soprattutto nella parte finale dove la pendenza è degna di una gara di slalom gigante.

Lo Ski Team Valpalot ha come obiettivo quello di valorizzare il territorio e le risorse della valle a favore dei ragazzi, offrendo loro l’opportunità di frequentare corsi di sci gratuiti anche grazie all’appoggio da parte di Comuni, Provincia e Comunità Montane.

Gli appassionati di sci di fondo hanno la possibilità di attraversare la pista della vicinissima Passabocche, mentre per gli amanti dello sci alpinismo si possono cimentare sul conosciuto Monte Guglielmo, che si erge con i suoi 1950 metri dove ammira il panorama sulla Val Trompia e sulla bassa Valcamonica. Ricche sono le occasioni per passeggaire tra tra pini, abeti e faggi anche con le ciaspole ai piedi.

Un prodotto tipico della zona è il silter: formaggio prodotto solo con latte di vacche.

http://www.valpalotimpianti.it/

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