Parco Comunale delle Incisioni Rupestri di Luine

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane

Il Parco Nazionale delle
Incisioni Rupestri di Naquane

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, a Capo di Ponte, è stato il primo parco istituito in Valle Camonica nel 1955. L’area si estende per oltre 14 ettari e costituisce uno dei più importanti complessi di rocce incise nell’ambito del sito del Patrimonio Mondiale UNESCO n. 94 “Arte Rupestre della Valle Camonica”. Al suo interno, in uno splendido ambiente boschivo, è possibile ammirare ben 104 rocce incise, corredate da pannelli informativi e suddivise in 5 percorsi di visita facilmente percorribili per circa 3 Km. La visita completa di tutti i percorsi richiede almeno 4 ore.

Su queste ampie superfici di arenaria di colore grigio-violaceo, levigate dall’azione dei ghiacciai, gli antichi abitanti della Valle realizzarono immagini picchiettando con un percussore litico o, più raramente, incidendo con uno strumento a punta. La cronologia delle istoriazioni del Parco si colloca tra il Neolitico (V-IV millennio a.C.) e l’età del Ferro (I millennio a.C.), anche se non mancano incisioni di età storica. L’epoca meglio rappresentata è sicuramente l’età del Ferro, quando la Valle era abitata dai Camunni delle fonti romane.

Alcune rocce sono di notevoli dimensioni, come la Roccia 1, che colpisce il visitatore per la straordinaria ricchezza e varietà delle figure incise, circa un migliaio. Sono presenti molte figure di animali, uomini armati, telai verticali a pesi, palette, edifici, coppelle e un labirinto.

Molte rocce sono dominate da figure umane realizzate in modo schematico, nella posizione detta dell’orante: hanno braccia rivolte verso l’alto, gambe contrapposte e corpo lineare, con alcune varianti. Gli studi mostrano la lunga durata di questo tipo di figura che ha inizio nel Neolitico e perdura fino agli inizi età del Ferro. Sulle rocce del Parco possono essere presenti guerrieri, cavalieri, animali, edifici, figure simboliche ed iscrizioni camune, a volte interpretati come elementi di scene di significato complesso, ma è necessaria molta prudenza. Molto spesso le superfici rocciose erano ripetutamente incise, sovrapponendo tra loro figure di età diverse. È così che ad esempio è nata la cosiddetta “scena del villaggio” della roccia 35, dove alcuni edifici che si sovrappongono a precedenti scene di caccia al cervo sembrano mostrare un villaggio con le sue attività. Alcune figure presentano una particolare valenza artistica, come la famosa raffigurazione del sacerdote che corre della roccia 35. In alcuni casi abbiamo vere e proprie raffigurazioni divine, come nel caso della Roccia 70, dove una figura di grandi dimensioni, dalle evidenti corna di cervo, è interpretata come il dio Cernunnos, che trova confronti con il celebre calderone di Gundestrup (Danimarca).

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Santuario della Madonna della Ceriola a montisola

Il Santuario della Madonna della Ceriola

Il punto più panoramico di tutta l’Isola


Le origini remote del Santuario della Madonna della Ceriola risalgono circa alla metà del V secolo, quando San Vigilio, Vescovo di Brescia, portò la fede nella zona del Sebino sopprimendo il culto della dea pagana Iside. La fede del Cristo Salvatore si divulgò ben presto e San Vigilio portò devozione anche alla Madre del Cristo: la Madonna.
Pensò, infatti, di fare erigere sulla cima dell’Isola una piccola cappella, dedicandola alla Beata Vergine Maria, come simbolo della purificazione dalle superstizioni pagane e simbolo della nuova luce del Cristianesimo. La piccola chiesa fu la prima parrocchia dell’isola, chiamata “Santa Maria de curis” come appare nel catalogo dei beni della diocesi di Brescia, compilato nel 1410. Inoltre fu anche la prima chiesa del lago dedicata alla Madonna. Successivamente divenne Madonna della Ceriola, probabilmente perché l’effigie della Madonna (XII sec.) venne scolpita in un ceppo di cerro. E’ stata intagliata seduta su di un trono, con un ampio manto, con in braccio il Bambino.
Il 14 marzo del 1580, San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, passando in visita sulle strade bresciane, mandò il suo convisitatore Don Ottavio Abbiati sull’Isola a visitare il Santuario. Di questa visita stende una relazione in cui scrive:” Santuario ampio e decente, altare unico consacrato, come pure la chiesa, pitture avariate, trittico con la statua della vergine”. Dopo questa visita il rettore della parrocchia, Francesco Augustinelli, ne ordinò il restauro cambiando quasi completamente la struttura originaria. Nell’ ampliamento si costruì un nuovo presbiterio che portò maggior proporzione all’ insieme. Venne posta l’ artistica cancellata in ferro battuto, dividendo così la zona sacra dalla zona riservata ai fedeli. Il vecchio tetto a capanna fu sostituito dalla volta a botte e vennero aperte le due cappelle laterali dove sarebbe stato collocato l’ altare di San Fermo e più tardi la pala raffigurante il Transito di San Giuseppe, realizzata dall’artista bresciano Antonio Paglia nel 1763. I lavori finirono all’inizio del Seicento (come attesta la scritta sull’architrave del portale della facciata “Francesco Augustinelli presbiteris Rettoris Ope 1600”).

Nel 1750 venne radicalmente mutata la facciata con la costruzione, sulla base dell’antichissimo santuario, del massiccio campanile in granito.
Fortunatamente nel 1815, un fulmine scrostò una parte di muro, all’interno della facciata est, evidenziando un affresco in perfetto stato di conservazione, che raffigurava un Cristo Ecce Homo legato con una fune ad una colonna e coronato di spine. Quest’ opera è stata attribuita a Giovanni da Marone.
Nel 1836 in Lombardia si diffuse il colera. Gli abitanti di Monte Isola, disperati per le numerose vittime, si rivolsero alla “loro” Madonna salendo in processione verso il Santuario dove fecero voto di consacrare quella domenica se fosse cessato quel castigo. Da quel giorno la malattia si indebolì fino a scomparire. Da allora, ancora oggi, ogni seconda domenica di luglio si festeggia la venerata Madonna del Colera, in nome della malattia sconfitta.
Il Santuario è lungo 23 metri, largo 7,5 e alto 10, composto da un unica navata e caratterizzato da una volta a botte che poggia su di un cornicione in cotto che corre lungo tutto il perimetro della chiesa, sostenuto da lesene con capitelli in stile Barocco, come il resto dei fregi e degli ornamenti che caratterizzano la volta e la cupola del presbiterio. L’altare maggiore è costruito in marmo nero e bianco e su di esso si innalza una soasa in legno del 1400. La cornice è stata aggiunta nel 1620 ed è costituita da due colonne in stile corinzio che sostengono la trabeazione e il timpano. Il trittico è composto dalla Madonna al centro e dalle statue in legno dorato dei Santi Faustino e Giovita (patroni di Siviano). Sia la Vergine che Gesù Bambino indossano una vecchia corona d’oro. La lunetta sovrastante l’altare maggiore ritrae la Nascita di Gesù, nella cupola sopra il presbiterio è raffigurata la Purificazione di Maria Vergine, mentre i tre medaglioni che ornano la navata ritraggono L’Incoronazione della Madonna, L’Assunta e L’Annunciazione. Una targa in stucco, posta sull’arco trionfale, riporta la scritta che rievoca il mistero a cui è dedicato il Santuario: “Suscepimus Deus Misericordiam Tuam In Medio Templi Tui”.
Lateralmente all’altare maggiore sono situate due cappelle: a sinistra la cappella di S. Fermo, con altare in legno intagliato, risalente al 1600, mentre a destra, la cappella di San Giuseppe con la pala del Paglia. Entrando sulla sinistra si possono ammirare i resti degli affreschi della chiesa precedente, una Madonna col Bambino molto simile alla statua, ordinata probabilmente da una famiglia di cui solo in parte si possono leggere i nomi, perchè manca il resto della bellissima opera, decurtata quando venne aperta una porta per la visita vescovile. Sempre nella parte interna della facciata, sopra la porta, si trova un affresco del 1924 che rappresenta il vescovo San Vigilio, apostolo che portò fede e devozione nel Sebino. Ai lati del presbiterio vi sono due affreschi dell’artista Locatelli (1924), raffiguranti Santa Bartolomea Capitanio, protettrice di Lovere e Sant’Angela Merici. Tra l’altare maggiore e la navata centrale è posta una cancellata in ferro battuto del 1600.
Dedicate sempre alla Madonna, sono le tavolette votive, quadri recenti ed antichi, appesi sul fondo della parete sinistra, chiamati anche “ex voto”. Se ne contano 82, alcuni datati anche 1620, ma i più numerosi sono del 1800. Simboleggiano la devozione e la gratitudine del fedele nei confronti della Madonna. Ancora oggi c’è questa usanza, anche se al posto delle tavolette dipinte, vengono appese delle fotografie. Sono presenti anche molte preghiere dedicate alla Madonna, poesie di Emilia Belli (poetessa del Lago d’Iseo) e canzoni in onore dell’Incoronazione della Madonna, avvenuta il 30 agosto 1924. Durante l’attesa di quel fatidico giorno, i fedeli di Monte Isola, offrirono una parte dei loro averi, fino ad arrivare al peso di un Kg d’oro, permettendo così la fusione di una splendida corona incastonata di pietre preziose per la Madonna ed una per il Bambino.
Oggi il Santuario, giuridicamente nel territorio isolano, è il simbolo dell’ unità civile di tutti i cittadini dell’ unico comune di Monte Isola, che porta nel suo stemma proprio la figura del Santuario della Madonna della Ceriola.
Come arrivare:
a piedi, da Peschiera Maraglio: il sentiero parte fuori dall’Ufficio Informazioni e si snoda in salita nel paese. Una volta attraversata la strada che sale a Senzano, il sentiero inizia ad inoltrarsi nel bosco. In poco più di un’ora, passando dall’abitato di Cure, sarete al Santuario. Consigliate scarpe da ginnastica comode e chiuse (no sandali, no tacchi).
Dislivello: 450m
Tempo di percorrenza: 80min
Km: 4
Livello: E
In autobus: il sabato, la domenica e i festivi è attivo un servizio bus (portata di 20 posti) che parte nei pressi del pontile n. 1 di Peschiera Maraglio e ferma nel borgo di Cure dove parte il sentiero che in  20 minuti porta al Santuario. Il servizio è attivo dalle 10.00 alle 18.30 con una corsa ogni 20 minuti circa, al costo di 1,50 euro a persona per viaggio. Nei giorni feriali è attivo il servizio regolare di bus.
Orario funzioni:
– Sabato 10.00
Durante le funzioni le visite sono sospese.

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La Franciacorta e le sue cantine vinicole

Come non iniziare un itinerario nei dintorni del lago d’Iseo se non visitando la bella Franciacorta e magari degustando un buon calice di bollicine.

Il territorio franciacortino è costellato di vigneti e cantine vinicole. Quasi tutte consentono di fare degustazioni, scoprire la loro storia e più in generale la storia del Franciacorta e della sua produzione la quale negli ultimi anni sta sempre più virando verso il biologico.

cosa vedere sul lago di iseo
Interni di una cantina in franciacorta.

Se volete l’elenco delle cantine con orari e degustazioni -> clicca qui per le cantine

Se vi interessa leggere un approfondimento sulla produzione del vino franciacorta vi lascio il link ad un mio articolo: Franciacorta: visita alla cantina vinicola biologica del Barone Pizzini

La Franciacorta non è però solo vino, è un territorio stupendo anche per passeggiate all’aperto, sentieri tra i vigneti e tante possibilità di divertirsi in mountain bike.

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Valle del freddo

NaturaRiserve

La Valle del Freddo

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La Valle del Freddo
è forse il fenomeno naturale più interessante e singolare dell’intero territorio bergamasco.
In apparenza nulla di straordinario:si tratta di una depressione,lunga circa 600 metri,posta in alta Val Cavallina, a 360 metri di altezza dal mare,subito dopo il laghetto di Gaiano,nel territorio del Comune di Solto Collina: pietrame,un po’ di terriccio,cespugli,alberi,come in qualunque altro angolo della Valle.A guardarla da vicino si scopre invece una cosa straordinaria:qui,ad un’altezza assai modesta,crescono piante e fiori tipici dell’alta montagna,dal rododendro alla stella alpina (quest’ultima normalmente non cresce al di sotto dei 1700 metri di altezza).Tutto ciò avviene in quanto una complessa e particolarissima struttura del terreno fa sì che nel sottosuolo si formino durante l’inverno grossi blocchi di ghiaccio:in estate l’aria passa attraverso questi blocchi e fuoriesce da una serie di buche poste nel fondo della valletta,a temperatura bassissima (2-4 gradi).La zona può quindi considerarsi una specie di grande frigorifero naturale,che consente la sopravvivenza,anche nella calda estate,di vegetazione abituata ai climi più freddi dell’alta montagna.Un fenomeno singolare,dunque,che sembra non avere paragoni in Europa. La Valle del Freddo è visitabile nei mesi di maggio,giugno e luglio,naturalmente lungo un sentiero predisposto al di fuori del quale non è consentito uscire.La struttura della Valle è infatti straordinariamente delicata:basterebbe un nonnulla,non solo per rovinare la flora esistente,ma per distruggere l’intero sistema.
Quest’angolo naturale ricco di noccioli, ghiande e di numerosi frutti e la pineta offrono rifugio a numerose specie di animali: lepri, donnole, volpi, tassi. Tra i rami di rovo, sui noccioli o nel cavo di vecchi alberi fanno i loro nidi i ghiri, i topi moscardini, gli scoiattoli. Il bosco è anche ricco di uccelli: merli, cinciallegre, fringuelli, averle e verdoni. Meno comuni ma facili da osservare sono la ghiandaia, l’upupa e il cuculo.
Tra i rapaci notturni vanno segnalati la civetta e il gufo comune, mentre è un’autentica rarità il passero solitario avvistato recentemente da alcuni ricercatori. Anche i rettili popolano numerosi la Valle del Freddo: la vipera, il biacco, la Coronella austriaca e il Columbro di Esculapio.

INFORMAZIONI
24060 Endine Gaiano (Bg)
Tel. 035/4349817
Fax 035/4349844Facebook12TwitterCondividi

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Piramidi di terra zone

Tappa obbligatoria per i visitatori sul lago d’Iseo

Piramidi di terra di Zone

sono le Piramidi di terra di Zone, lo spettacolo è unico e vanta pochi esempi al mondo. In località Cislano di Zone, raggiungibile da Marone, l’azione corrosiva dell’ acqua a contatto col terreno morenico della montagna, ha modellato questo territorio creando delle piramidi sulle cui sommità sono poggiati grossi massi che fungono da cappello protettivo per il terreno sottostante. La vita delle piramidi è legata al cappello protettivo, quando esso si stacca, la piramide di terra lentamente subisce un abbassamento dovuto all’ azione erosiva dell’acqua. Un sentiero, che parte dalla chiesetta di San Giorgio, ci conduce al belvedere da dove ammirare l’incomparabile spettacolo delle Piramidi di terra di Zone.

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Valle Camonica – Tonale

La val camonica da Pisogne lunga circa  90 km fino al Tonale.
 
 
 

 

 
 
LA VALLE DEI SEGNI
 
La Valle Camonica è nota in tutto il mondo per la straordinaria varietà di incisioni rupestri inserite nel 1979, quale primo sito italiano, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Rappresenta un luogo di fascino e suggestione davvero unico, in cui l’uomo e l’ambiente hanno interagito fin dalla Preistoria. Da qui il nome “La Valle dei Segni”.
Il patrimonio del sito UNESCO n.94 “Arte Rupestre della Valle Camonica” è distribuito lungo l’intera Valle, con oltre 180 località sparse su 24 comuni, e attraversa più di 12 mila anni di storia. I parchi archeologici della Valle Camonica offrono un emozionante viaggio a ritroso nel tempo: qui è possibile ammirare cacciatori, guerrieri e contadini, carri ed aratri, cavalli, buoi, cervi, uccelli acquatici e cani, capanne e torri medioevali.
 

Le alpi, Ponte di legno a 85 km da pisogne raggiungibile in circa 1 ora di auto dalla ss42.

Ponte di Legno con la sua raffinata eleganza ha saputo mantenere nel tempo il fascino del paese di montagna. Il silenzio e la magia del luogo sono un richiamo irresistibile per coloro che cercano il contatto vero con un ambiente naturale.

Situata in un soleggiato pianoro a 1.258 metri d’altitudine, Ponte di Legno è un’importante stazione climatica e un centro turistico montano, estivo ed invernale, considerato da tutti la capitale indiscussa dell’Alta Valle Camonica.

Per l’inverno offre piste di vario livello, collegate a quelle della ski area di Temù, dotate di un sistema di innevamento programmato e servite da 5 impianti di risalita e da 8 piste che garantiscono un’ottima sciabilità. Una cabinovia collega in soli 14 minuti Ponte di Legno al Passo Tonale, offrendo durante il tragitto un bella vista sulle montagne dell’Alta Valle Camonica.

D’estate è la base per magnifiche passeggiate e gite in mountain bike nel Gruppo Adamello Presanella, nel Parco Nazionale dello Stelvio e nel Parco dell’Adamello.

Per gli amanti del golf, in località Valbione a 1.530 mt. si può provare l’emozione di giocare in uno splendido campo al cospetto della Cima Salimmo, circondato dal bosco del Parco dell’Adamello. Per informazioni visita il sito ufficiale del Golf Club Pontedilegno.

L’incantevole isola pedonale offre varie opportunità: dallo shopping nei negozi alla moda all’aperitivo nei bellissimi locali del centro fino ai ristoranti dove degustare i prodotti tipici locali della tradizione camuna.

Sito ufficiale

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Il Treno dei Sapori ferma a Pisogne…

IL TRENO

Il Treno dei Sapori è un’iniziativa di TRENORD che offre piacevoli gite fuori porta sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo, lungo la direttrice ferroviaria Brescia-Edolo.

Il treno è composto da una motrice diesel e due carrozze color arancio. La struttura e il fascino del mezzo sono quelli del primo ’900 mentre gli interni, totalmente rinnovati, offrono dispositivi multimediali, aria condizionata e un sistema di telecamere rivolte all’esterno che consentono la proiezione del paesaggio circostante sui grandi schermi interni al convoglio. Il Treno dei Sapori garantisce il miglior comfort ai passeggeri senza privarli del gusto del viaggio su rotaia. Il giusto mix di classicità e tecnologia.

Parlare del Treno dei Sapori significa parlare di un viaggio che coinvolge e stimola tutti i sensi del viaggiatore. Il programma annuale del Treno dei Sapori consente ai passeggeri di godere magnifici paesaggi della Franciacorta, del Lago d’Iseo e della Valcamonica. La degustazione di prodotti tipici, accompagnati da una selezione di vini scelti da Sommelier certificati, completano ed esaltano il viaggio (previa segnalazione in fase di prenotazione, prestiamo particolare attenzione alle intolleranze e alle allergie alimentari, preparando menu senza glutine,  senza lattosio, vegetariani o vegani).

Lungo il tragitto, il Treno dei Sapori effettua soste per permettere ai viaggiatori, accompagnati da una guida compresa nel prezzo del biglietto, passeggiate ed escursioni presso siti di cultura, cantine e produttori locali.La stazione di Iseo é il punto di partenza e arrivo del treno.

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Lago d’Iseo, itinerario di due giorni per fare il giro completo in auto

Il Lago d’Iseo, uno degli specchi d’acqua lombardi, si trova tra le province di Brescia (sponda orientale) e Bergamo (sponda occidentale). Il suo perimetro è di circa 60 chilometri e sono tutti di pura meraviglia.

Noi abbiamo organizzato un tour completo del Sebino (così viene chiamato questo lago) con partenza e arrivo a Pisogne, visitando i principali borghi sull’acqua e le più suggestive riserve naturali.

Abbiamo scelto di compiere il giro antiorario per motivi logistici (siamo arrivati il giovedì nel tardo pomeriggio e siamo ripartiti il sabato alla stessa ora): se puoi, ti consiglio di seguire questo itinerario di sabato e domenica, in quanto nei giorni infrasettimanali le attrazioni sono praticamente tutte chiuse.

ITINERARIO LAGO D’ISEO IN AUTO

  • Giorno 1 (arrivo nel tardo pomeriggio): Iseo – Pisogne (23 chilometri)
  • Giorno 2: Pisogne – Piramidi di Zone –  Sulzano – Montisola – Torbiere del Sebino – Sarnico (32 chilometri)
  • Giorno 3: Sarnico – Paratico – Riva di Solto – Lovere – Panchina Gigante (Rogno) – Pisogne (42 chilometri)

La distanza totale che abbiamo percorso è stata 97 chilometri perché, per riuscire a vedere più cose possibili, siamo dovuti salire e poi scendere passando per la tratta Iseo-Pisogne due volte.

Qui sotto ti lascio una mappa con l’itinerario che abbiamo seguito: cliccando sul pulsante in alto a sinistra puoi visualizzare gli itinerari dei singoli giorni, cliccando su + e – puoi regolare lo zoom.

ITINERARIO LAGO D’ISEO GIORNO 1: ISEO-PISOGNE

Siamo partiti da Ferrara nel primo pomeriggio e siamo giunti ad Iseo, nostra prima tappa del tour, verso le 17. Abbiamo parcheggiato l’auto in un’area di sosta gratuita nei pressi della stazione ferroviaria (Parcheggio Iseo – Via Roma 12F).

#ilPassaporto #inLombardia: come richiederlo, dove ritirarlo e come funziona

Il Passaporto #inLombardia è una fantastica iniziativa – totalmente gratuita – che la regione Lombardia ha promosso dallo scorso anno per incentivare i viaggiatori a visitare questa meravigliosa terra.

Io adoro le collezioni e ho voluto assolutamente aderire a questo progetto che trovo davvero ben fatto: pagine tematiche suddivise per zone che andranno riempite di volta in volta con i timbri dei luoghi che si visitano.

Se anche a te piacerebbe ricevere il Passaporto #inLombardia, ecco gli step da seguire (ricorda di eseguire questa procedura almeno 48 ore prima del ritiro):

  1. Scegli il luogo dove preferisci ritirare il tuo Passaporto tra quelli in elenco (puoi anche scegliere un ufficio territoriale regionale di questi). Ad esempio, noi abbiamo scelto l’Infopoint Iseo.
  2. Compila il modulo online indicando, oltre ai tuoi dati personali, il luogo dove preferisci ritirare il tuo Passaporto.
  3. E ora vai nell’ufficio da te scelto, ritira il tuo Passaporto e timbralo! Ecco i luoghi dove è possibile fare i timbri.

Potrai richiedere il Passaporto #inLombardia solo se sei maggiorenne. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

Ad Iseo abbiamo visitato la Pieve di Sant’Andrea, il Castello Oldofredi e dopo innumerevoli scatti sulle rive del lago siamo ripartiti per alloggiare a Pisogne

Itinerario Lago d'Iseo
Itinerario Lago d'Iseo

Questa struttura è situata in una posizione panoramica davvero fenomenale ma, devo essere sincera, è un po’ difficile da raggiungere (perlomeno con la mia auto, una Polo) in quanto la strada in alcuni tratti è sterrata, stretta e ripida. Sicuramente con un fuoristrada non si hanno problemi di questo genere.

Quando poi sono arrivata sulla terrazza della nostra camera non ho avuto dubbi, la fatica fatta è stata pienamente ripagata da tutto quello splendore che si estendeva davanti ai nostri occhi. Non mi ricordo di aver mai dormito in una stanza con un panorama così bello.

Itinerario Lago d'Iseo Agriturismo Romangelo

Mi piace proprio tanto soggiornare negli agriturismi, mi permette di staccare dal mondo, rilassarmi e concentrarmi su ciò che sto vivendo.

Ecco quanto abbiamo speso (il cofanetto mi è stato regalato quindi ho pagato solo gli extra, ma scrivo comunque il suo valore per non falsare il costo totale di questo tipo di viaggio). I prezzi sono a persona, viaggiando in due:

ITINERARIO LAGO D’ISEO GIORNO 2: PISOGNE – PIRAMIDI DI ZONE – SULZANO – MONTISOLA – TORBIERE DEL SEBINO – SARNICO

La mattina, dopo una buona colazione a base di brioche e the caldo, ci siamo diretti verso la Riserva Naturale delle Piramidi di Zone.

Itinerario Lago d'Iseo Piramidi di Zone

Le Piramidi, dette anche Camini delle Fate o Piramidi di Terra, sono il risultato della forza erosiva dell’acqua.

Itinerario Lago d'Iseo Piramidi di Zone

Arrivati a Zone abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio gratuito di Piazza dei Caduti e abbiamo percorso l’itinerario a piedi, a mio avviso davvero faticosissimo. Noi ci abbiamo impiegato un’ora e mezza abbondante perché facevamo spesso soste fotografiche in vari punti panoramici

La Riserva Naturale delle Piramidi di Zone ha accesso gratuito ed è sempre aperta.

La nostra tappa successiva, raggiunta alle 11.30 circa, è stata Sulzano. Qui abbiamo lasciato l’auto al Parcheggio per Monteisola (Via Dante Alighieri, 13B) che abbiamo pagato 7 euro (biglietto giornaliero).

A dire la verità in questa cittadina non abbiamo visto gran che in quanto ci siamo diretti subito a prendere il traghetto per Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Europa e uno de I Borghi più belli d’Italia.

Itinerario Lago d'Iseo traghetto Monte Isola
Itinerario Lago d'Iseo Monte Isola

Sulzano e Monte Isola sono state per lungo tempo al centro dell’attenzione nel 2016 grazie a The Floating Piers, la passerella galleggiante che le collegava.

Una volta giunti a Monte Isola ci siamo diretti all’Infopoint per timbrare il nostro passaporto e richiedere alcune informazioni sui trasporti.

Ci siamo recati al Santuario della Madonna della Ceriola dividendo il percorso tra l’autobus e le nostre gambe, già affaticate dalla mattina. Purtroppo abbiamo trovato il luogo di culto chiuso quindi ci siamo limitati ad ammirarlo dall’esterno.

Itinerario Lago d'Iseo Monte Isola

Monte Isola ha diversi prodotti tipici, tra i quali il pesce essiccato e il salame a grana grossa. Noi abbiamo pranzato a L’isola dei Sapori, una bottega tradizionale con qualche tavolino con vista sul lago che permette di degustare l’enogastronomia locale: abbiamo ordinato un tagliere di salumi e formaggi misti e uno di migole (impasto del salame alla griglia) con polenta. Tutto buonissimo e molto abbondante.

Itinerario Lago d'Iseo Monte Isola

Una volta recuperata l’auto a Sulzano ci siamo spostati alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, nei pressi di Iseo.

Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino
Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino
Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino

Quest’area, che si estende per circa 360 ettari, è veramente meravigliosa. Specchi d’acqua che riflettono la bellezza di canneti, alberi, natura, suoni degli animali. Ci sono tre percorsi (nord, sud e centrale), noi per mancanza di tempo abbiamo provato solo gli ultimi due e li consiglio con il cuore.

Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino

Per entrare si paga un biglietto di 1 euro che va fatto agli erogatori automatici posti davanti a ciascun ingresso (importante: porta con te una moneta da un euro per ogni visitatore, vengono accettate solo quelle). La Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino è aperta tutti i giorni dall’alba al tramonto.

Noi abbiamo sostato nel parcheggio del Monastero di San Pietro in Lamosa (che purtroppo era chiuso e non abbiamo potuto visitarlo) e abbiamo speso 2 euro per un paio di ore in quanto dal lunedì al venerdì si paga fino alle 18 (massimo giornaliero auto 5 euro).

Itinerario Lago d'Iseo Monastero di San Pietro in Lamosa

Dl B&B Riad Sarnico si arriva in centro in circa 15 minuti di passeggiata davvero suggestiva e che ti consiglio vivamente.

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

La sera ci siamo concessi una cena romantica al Ristorante al Tram, nato all’interno della vecchia stazione della tramvia. L’atmosfera che si respira è molto rilassante e la cucina offerta è quella tipica. Noi abbiamo ordinato due piccoli menù tradizionali: entrambi abbiamo scelto come primo i casoncelli “tradizionali” alla bergamasca con burro, salvia, pancetta nostrana e grana padano mentre come secondo io ho scelto la trota al basilico, mandorle tostate e pepe rosa con zucchine trifolate mentre Matteo ha preso la tagliata di controfiletto di manzo con rucola, acqua, vino e dessert.

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

Ecco quanto abbiamo speso (prezzi a persona, viaggiando in due):

  • Parcheggio per Monteisola (Sulzano): 3,50 euro
  • Traghetto per Monte Isola a/r: 5 euro
  • Bus a Monte Isola a/r: 3 euro
  • Pranzo a L’isola dei Sapori (Monte Isola): 12,50 euro
  • Ingresso Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino: 1 euro
  • Parcheggio Monastero di San Pietro in Lamosa: 1 euro
  • B&B : 30 euro
  • Ristorante Al Tram (Sarnico): 39,50 euro

La spesa totale del secondo giorno è stata di 95,50 euro a persona.

ITINERARIO LAGO D’ISEO GIORNO 3: SARNICO – PARATICO – RIVA DI SOLTO – LOVERE – ROGNO – PISOGNE

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

Dopo una bella passeggiata panoramica per Sarnico abbiamo raggiunto a piedi Paratico: le due cittadine sono divise dal fiume Oglio.

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

Abbiamo visitato il Giardino delle Erbe Danzanti, davvero ben tenuto, poi abbiamo attraversato nuovamente il ponte per tornare a Sarnico, dove ci siamo fermati all’Infopoint per far timbrare il nostro passaporto.

Itinerario Lago d'Iseo Paratico
Itinerario Lago d'Iseo Paratico

Una volta ripresa l’auto ci siamo diretti a Riva di Solto: qui è possibile parcheggiare gratuitamente in Via Porto, in un’area asfaltata che si trova subito dopo il paese sulla sinistra.

Itinerario Lago d'Iseo Riva di Solto
Itinerario Lago d'Iseo Riva di Solto

In questo tratto di lago la strada è più bella dal punto di vista panoramico ma più difficile da percorrere in quanto piena di curve.

Questa località mi è piaciuta tantissimo, ha una passeggiata sul lungolago davvero favolosa: percorrendola a piedi per un paio di chilometri si arriva in un luogo meraviglioso, l’orrido del Bögn di Zorzino. Vale davvero la pena arrivare fino qui, è un posto magico.

Itinerario Lago d'Iseo Riva di Solto

In seguito ci siamo diretti a Lovere, uno de I Borghi più Belli d’Italia. Siamo arrivati ad ora di pranzo e dopo aver fatto un salto all’Infopoint per il timbro sul passaporto, abbiamo deciso di sederci in un posticino davvero accogliente per gustare qualcosa di tipico, il Quinto Gusto Caffè e Cucina. Noi abbiamo ordinato due piatti di fettuccine al burro di sarde di lago, una bottiglia d’acqua e un dolce della casa.

Itinerario Lago d'Iseo Lovere
Itinerario Lago d'Iseo Lovere

Nel pomeriggio abbiamo visitato l’Accademia di belle arti Tadini (dove abbiamo completato i timbri del Lago d’Iseo sul passaporto), la Basilica di Santa Maria in Valvendra e il Santuario delle Sante Bartolomea e Vincenza. Avremmo voluto visitare anche la Torre Civica ma purtroppo abbiamo letto un sito con informazioni errate sugli orari e l’abbiamo trovata chiusa.

Itinerario Lago d'Iseo Lovere

Terminato il giro abbiamo raggiunto la Panchina Gigante di Rogno. Abbiamo lasciato l’auto in Via Piazze, 20 a Rogno e poi abbiamo proseguito a piedi per circa venti minuti lungo un sentiero abbastanza ripido. Una volta raggiunto il traguardo abbiamo dovuto aspettare il nostro turno per scattare qualche fotografia, ma devo dire che n’è valsa la pena.

Itinerario Lago d'Iseo Panchina Gigante Rogno

Recuperata l’auto ci siamo diretti verso la nostra ultima tappa del tour del Lago d’Iseo, Pisogne. Abbiamo parcheggiato nell’area gratuita in Viale Girolamo Romanino (nei pressi della Chiesa di Santa Maria della Neve).

La mia idea era quella di salire sulla Torre del Vescovo, ma ancora una volta le indicazioni sugli orari trovate nel sito erano sbagliate. Il portale in questione è quello ufficiale del lago, te lo dico per evitare che anche tu ci rimanga male davanti ad un’attrazione chiusa.

Alla fine abbiamo deciso di passeggiare un po’ e poi rientrare a casa.

Itinerario Lago d'Iseo Pisogne
Itinerario Lago d'Iseo Pisogne

Ecco quanto abbiamo speso (prezzi a persona, viaggiando in due):

  • Pranzo a Quinto Gusto: 14,50 euro
  • Accademia di belle arti Tadini: 7 euro

La spesa del terzo giorno è stata di 21,50 euro a persona.

QUANTO COSTA UN VIAGGIO DI 2 GIORNI AL LAGO D’ISEO?

In sintesi, quanto costa un viaggio di 2 giorni al Lago d’Iseo? Di seguito riporto il totale della spesa del mio viaggio on the road per persona (viaggiando in due).

  • Carburante: 25 euro
  • Pedaggio autostradale: 9 euro
  • Pernottamenti e pasti (notti: Agriturismo , B&B R; pranzi: L’Isola dei Sapori, Quinto Gusto; cene: Agriturismo Romangelo, Al Tram): 145,45 euro
  • Parcheggi e trasporti: 12,50 euro
  • Attrazioni: 8 euro

Il totale speso per 2 giorni sul Lago d’Iseo è stato di 199,95 euro.


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Monastero di San Pietro in Lamosa

Fondata su un rialzo roccioso che domina le Torbiere, e legata anche nel nome (Lamosa) alla natura paludosa dei luoghi, San Pietro è la più antica e l’unica ancora riconoscibile delle fondazioni cluniacensi del Sebino.

Nel 1083 Teobaldo e Oprando de Tocingo, appartenenti all’aristocrazia lombarda, donarono al monastero Cluny la chiesa di San Pietro di Provaglio: dal testo dell’atto si può immaginare che la chiesa (che si dice consecrata e hedificanda) fosse stata avviata nella parte presbiteriale e che vi fosse stato consacrato l’altare, mentre non erano ancora state costruite le navate. Le indagini archeologiche hanno consentito di riconoscere l’impianto originario dell’edificio a tre navate di quattro campate e tre absidi, con un atrio chiuso antistante la navata centrale. Sul lato nord dell’edificio alla fine del XII secolo venne aggiunto un annesso, probabilmente un oratorio dedicato alla Vergine.

Dopo una lunghissima crisi, i monaci cluniacensi lasciarono San Pietro nel 1476 e la chiesa assunse funzioni parrocchiali, con conseguenti ingenti trasformazioni, ma le fasi medievali sono ancora ben leggibili. Giungendo da ovest è evidente l’abside minore, edificata in blocchi di pietra locale tagliati e sbozzati, scandita da lesene e terminante con una cornice ad archetti di cui resta l’impronta. All’abside si addossa l’annesso costruito in corsi regolari di blocchi squadrati, terminante con una ricca cornice visibile sul fianco nord. Sulla facciata molto rimaneggiata si osserva il portale in blocchi monolitici, corrispondente al portale del vestibolo. Il perimetrale sud della chiesa del 1083 è visibile dal chiostro, come i livelli inferiori del campanile. Alla chiesa cluniacense appartengono anche i due rilievi a intreccio (XI secolo) collocati nel chiostro, che dovevano fare parte forse della recinzione del presbiterio.

All’interno della chiesa, che ora presenta un’articolazione quattrocentesca ad aula con copertura ad archi trasversi, è tuttora possibile osservare la ricca decorazione pittorica (XII-XIV secolo) dell’annesso nord: le pitture parietali più antiche sono la Vergine annunciata (a fianco della monofora tamponata) databile tra XII e XIII e le decorazioni, a racemi e figurative, della cappella; altri lacerti sono, invece, celati nel sottotetto.

Nella porzione superiore della terza campata destra (dal presbiterio) un’Annunciazione, seppur mutila, testimonia il livello della cultura artistica delle maestranze qui chiamate ad operare: il brano è un pregevole esempio degli influssi toscani, mediati tramite la produzione veronese, in questo lembo del lago. Un poco più in alto, verso sinistra, vi sono i resti di una Madonna con Bambino con un pappagallo (fine XIII secolo) e il volto di una Madonna (XIV secolo). Su varie fronti dei pilastri che reggono gli arconi del tetto sono affrescati singoli santi in finte nicchie molto simili tra loro: in questa serie di opere si è individuata la mano del pittore provagliese Domenico Toselli. Il dato è utile per i possibili confronti con altre opere del Sebino tuttora prive di paternità. La maggiore parte degli affreschi che coprono le pareti sono databili tra la fine del XV e i primi due decenni del XVI secolo; molti di questi conservano anche l’iscrizione dedicatoria del casato che li ha voluti.

Il netto stacco rinascimentale è introdotto nella quarta cappella sinistra: la volta a ombrello è affrescata nei primi decenni del ‘500 da Paolo da Caylina il Giovane con Evangelisti e Dottori della Chiesa, mentre nelle lunette trovano spazio sibille e profeti, la regina di Saba, Salomone e la Sacra famiglia. Nell’altare, con paliotto in scagliola e cornice lignea, è collocata la tela, attribuita a Francesco Giugno, con il Ringraziamento alla Madonna del Rosario in cui compaiono il doge, don Giovanni d’Austria e papa Pio V, chiaro riferimento alla battaglia di Lepanto del 1571 [Itinerario G].

Pregevole è il ciclo di affreschi dell’Historia salutis (XV-XVI secolo) nell’attiguo oratorio di Santa Maria Maddalena, sede dell’omonima disciplina.

Monica Ibsen, Federico Troletti

Per saperne di più:

MORI M.G., La decorazione pittorica dei secoli XIV e XVI, in San Pietro in Lamosa in Provaglio d’Iseo. Storia e arte, a cura di F. Sina e A. Valsecchi, Provaglio d’Iseo (Bs) 2004, pp. 41-102.

BREDA A., Valsecchi A., S. Pietro in Lamosa. La vicenda architettonica tra Medioevo e Rinascimento, in San Pietro in Lamosa in Provaglio d’Iseo. Storia e arte, a cura di F. Sina e A. Valsecchi, Provaglio d’Iseo (Bs) 2004, pp. 15-40.

ANELLI L., Le pale d’altare del Cinque, Sei e Settecento, in San Pietro in Lamosa in Provaglio d’Iseo. Storia e arte, a cura di F. Sina e A. Valsecchi, Provaglio d’Iseo (Bs) 2004, pp. 103-117.

TROLETTI F., Provaglio di Iseo: un ciclo pittorico da svelare, in Topografia artistica tra Medioevo e Rinascimento in Franciacorta e nel Sebino, Atti del convegno, Brescia 2006, pp. 207-224.

GUERRINI S., Di alcuni cicli pittorici rinascimentali in Franciacorta, in Cultura Arte ed Artisti in Franciacorta, Atti della seconda Biennale di Franciacorta, a cura di G. Brentegani, C. Stella,  Brescia 1993, pp. 135-147.

PIVA P., Architettura monastica nell’Italia del Nord. Le chiese cluniacensi, Ginevra-Milano 1999, pp. 64-67.

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