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Cosa fare sul Lago d’Iseo: itinerario con il “Treno dei Sapori”

Da Claudia B. Voce del Verbo Partire

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COSA FARE SUL LAGO D'ISEO IN UN GIORNO

Sono nata e cresciuta, sognando ad occhi aperti sul mito dell’Orient Express. Non a caso “Assassinio sull’Orient Express”, è uno dei libri che preferisco tra quelli scritti da Agatha Christie. Nella mia fantasia, un viaggio in treno alla scoperta del mondo, è qualcosa di incantevole, avventuroso ed elegantemente retrò! Mentre cercavo idee su cosa fare sul Lago d’Iseo, ho trovato una proposta che mi ha subito incuriosita. Viaggiare su un treno che costeggia il lago, degustando la ricca enogastronomia del territorio. Alternando, così, i piaceri della tavola alla visita delle località del Sebino.

COSA FARE DI ALTERNATIVO SUL LAGO D'ISEO

Sono stata sul Lago d’Iseo alcuni anni fa, per un fine settimana tra i borghi lacustri e un itinerario alla scoperta di Montisola. Ma, solo da poco tempo, ho scoperto le iniziative di “Treno dei Sapori”. Una serie di tour con cui, mi sono resa conto, avrei finalmente realizzato il mio sogno di vivere un viaggio d’altri tempi. Assaggiando paesaggi e bevendo le emozioni più profonde. Almeno per un giorno e senza omicidio finale, sia ben chiaro…

Dato che ufficialmente è iniziato il periodo dell’Avvento, ho scelto l’itinerario “Il gusto del Natale”, con cui non solo degusterò cibi e vini a bordo del magico treno, costeggiando la bellezza invernale del Lago d’Iseo. Ma, con la supervisione di una guida, sarà possibile visitare anche Iseo e Pisogne, i centri che più mi sono rimasti nel cuore durante la prima visita!

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Cosa vedere a Iseo in un giorno.

Tutto ha inizio proprio da Iseo dove, prima di salire a bordo del “Treno dei Sapori”, faccio una piacevole visita guidata. Questo connubio tra arte e cibo, lo trovo sublime: una fusione perfetta. Durante l’Avvento, poi, con i Mercatini di Natale nel centro storico, le luci scintillanti e la cornice avvolgente del Sebino, è come vivere una fiaba.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO: VISITARE ISEO

Ricordavo che Iseo fosse una bella città, ed oggi la sensazione è ampiamente confermata. Con una marcia in più! Perché, durante il precedente fine settimana sul Lago d’Iseo, a causa del maltempo la mia visita fu alquanto rapida. Stavolta, invece, supportata dalla profonda conoscenza di una guida esperta, scoprirò vere chicche del centro storico di Iseo.

Iseo mi accoglie vestita a festa. La sensazione è quella di respirare a fondo il Natale, ma con un’eleganza che credo derivi dalla precisione con cui, ogni angolo, viene curato con amore. Le piazze sono piccoli gioielli ed oggi, in particolare, con i Mercatini di Natale, la cui proposta è incentrata completamente sull’enogastronomia, l’atmosfera è di calda familiarità ed i profumi sono inebrianti.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO A NATALE

Piazza Garibaldi, la principale della cittadina, ospita il primo monumento eretto in Italia, in onore di Garibaldi. È stretto tra palazzine eleganti, dai colori vivaci, caratterizzate da portici che indicano come, in passato, Iseo fosse sede di mercati. Un crocevia di culture, uomini, merci.

In un piccolo, pittoresco viale, che parte dalla piazza, si scorge proprio la Chiesa di Santa Maria del Mercato che racchiude vere opere d’arte. È uno scrigno voluto da Giacomo Oldofredi, che lo commissionò come mausoleo personale. Ma, quando scappò da Iseo con l’arrivo dei Veneziani, fu il popolo a terminare l’edificazione, attraverso le elemosine.

Sogno ad occhi aperti sulle storie narrate dagli affreschi rovinati dal tempo, eppure pieni di fascino. Vivi! Vi sono opere del XV secolo, altre successive, ma ogni figura impressa sui muri è come se urlasse al mondo la propria personalità.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO: CHIESA DI SANTA MARIA DEL MERCATO

Nella vastità di rappresentazioni importanti, l’immagine che più mi colpisce è una “Madonna con Bambino”. La tenerezza di questa madre amorevole, che cura il proprio piccolo, è così distante dalle pose plastiche dell’epoca… da arrivare dritta al cuore. A mio avviso, è persino più d’impatto della spettacolare “Vergine che allatta Gesù”, incorniciata sull’altare.

Seguo viali acciottolati, stretti tra nobili edifici, arrivando al cospetto del Castello Oldofredi. Sorge su una collinetta, massiccio come una sentinella, sin dall’XI secolo. Incendiato dal Barbarossa, utilizzato come guarnigione militare dai Veneziani, oggi è un palazzo pubblico che ospita anche la Biblioteca. Ed è avvolto da una pace incredibile, mentre dall’alto controlla tutta la città.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO: CASTELLO OLDOREDI

Uno degli angoli più belli di Iseo, a mio avviso, è la piazzetta su cui si affaccia la Pieve di Sant’Andrea. Sembra un quadro su cui spicca la facciata, dal particolare campanile centrale in pietra calcarea. Sarà che amo tantissimo il Romanico, ma qui assisto ad una vera esplosione di territorialità (passatemela questa), ad una piena interpretazione locale di questo stile.

E poi, la vicina Chiesa di San Silvestro, defilata ma importantissima, racchiude nell’abside un incredibile affresco rappresentante la “Danza Macabra”. Ho i brividi davanti a quest’opera unica nel suo genere. Estremamente rovinata ma ancora leggibile, nonostante secoli di sovrapposizioni ed incuria.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO: LA DANZA MACRABA A ISEO

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Cosa fare sul Lago d’Iseo: pranzare a bordo del “Treno dei Sapori”.

Con una piacevole passeggiata sul lungolago, avvolto dai toni grigi delle nuvole cariche di neve, mi avvio verso la piccola stazione di Iseo. La giostra gira allegramente, le lucine di Natale scintillano nella giornata cupa, mentre la musica si spande nell’aria.

Saluto il centro storico d’Iseo, dove tornerò nel pomeriggio per visitare in Mercatini di Natale e, in appena cinque minuti di cammino, raggiungo la stazione.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO: PASSEGGIARE SUL LUNGOLAGO

Salire su “Il Treno dei Sapori”, equivale a salire su un sogno. Gli interni, elegantemente d’altri tempi, sono caldi ed accoglienti. Le postazioni, modificate per ottenere tavolini dove pranzare, godono di una superlativa vista sul Lago d’Iseo.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO COL TRENO DEI SAPORI

Tutto è curato nei dettagli, esattamente come immagino dovesse essere un treno del passato. Con una sala da pranzo elegante, personale discreto e gentilissimo che serve i pasti in un’atmosfera rilassata. Mi incanto a guardare il panorama scorrere sotto ai miei occhi. Una sequenza di immagini straordinarie del Lago d’Iseo, di Montisola e dei borghi lacustri.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO IN COPPIA

Nel frattempo, assaporo un gustoso aperitivo a base di salumi, formaggi e rustici. Accompagnati da un fresco “Millesimato Saten”, uno Chardonnay in purezza di 64 mesi.

Segue il primo piatto, semplici ma gustosissimi ravioli burro e salvia, affiancati da un “Mi.Ma.Lo”, Merlot e Cabernet, che ripulisce perfettamente il palato dal burro.

Come seconda portata, una ricca polenta con funghi trifolati e salamella alla griglia, servita con un corposo “Curtefranca Rosso”. Cabernet, Merlot, Barbera e Nebbiolo, che esaltano i sapori del piatto.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO E DOVE MANGIARE

Infine, mentre il “Treno dei Sapori” è fermo in stazione a Pisogne, gusto dolcetti, caffè e grappa, per scaldarmi prima della visita al borgo, dato che ha iniziato a cadere una soffice neve. Non avrei potuto immaginare una scena perfetta quanto questa…

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Cosa fare sul Lago d’Iseo: visitare i tesori di Pisogne

Lascio momentaneamente il “Treno dei Sapori”, per raggiungere il centro storico di Pisogne. Prima tappa è alla Chiesa della Madonna della Neve, per ammirare i grandiosi affreschi del Romanino, che qui rappresentò una sentitissima sequenza ispirata alla “Passione di Cristo”.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO: VISITA A SANTA MARIA DELLA NEVE

La chiesa non è più consacrata ma, appena entro in questo antro, capolavoro d’arte e di interpretazione, sono colta da un brivido mistico. Merito della grandiosa opera dalla quale vengo avvolta.

Romanino era un artista che lavorava principalmente per il popolo perché, così facendo, sapeva che avrebbe sempre ottenuto il compenso dovuto! Con il suo modo di interpretare le scene religiose, ispirandosi completamente alla gente comune, aprì la strada ad artisti come il mio amato Caravaggio.

Guardando le opere del Romanino si percepisce una verità profonda, non un’idealizzazione. Si percepisce quotidianità. C’è empatia, comprensione, immedesimazione. Il popolo era protagonista, poteva riconoscersi e leggere con chiarezza ciò che l’artista voleva comunicare… Ed io, oggi, mentre ammiro tutto questo a bocca aperta, percepisco ancora quel profondo legame.

La passeggiata prosegue verso il piccolissimo centro storico di Pisogne. Se state organizzando un viaggio sul Sebino, non dimenticate di inserire una visita a questo borgo, tra le cose da fare sul Lago d’Iseo, perché merita davvero una sosta!

Pisogne è minuscolo ma affascinante, un vero gioiellino. Pochi vicoli acciottolati, dove i colori degli edifici sono messi in risalto dalle decorazioni natalizie.

E poi i portici, che si aprono su Piazza Umberto I, trasportano all’epoca in cui Pisogne era un importantissimo polo commerciale. Nonostante un passato burrascoso di lotte per la conquista, alternate a distruzioni, oggi Pisogne è quanto di più idilliaco si possa immaginare.

La piazza è una bomboniera, su cui domina la Torre del Vescovo, dove si può salire per ammirare il panorama mozzafiato sul Lago d’Iseo. Negozi, bar, trattorie, si susseguono sotto ai portici e, alla fine, lo slargo si apre come un abbraccio sul lago.

COSA FARE SUL LAGO D'ISEO: VISITARE PISOGNE

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Mercatini di Natale sul Lago d’Iseo.

Costeggiando la passeggiata lungolago di Pisogne, torno alla stazione per salire sul “Treno dei Sapori” che, con una piacevolissima corsa panoramica, mi riporta ad Iseo. Oggi, ho davvero vissuto il sogno di fare un viaggio vintage, di quelli descritti nei romanzi d’avventura!

Ad Iseo, trascorro il pomeriggio visitando i Mercatini di Natale, mentre la neve cade sempre più copiosa. Un’immagine d’Avvento perfetta, a conclusione di una giornata all’insegna del gusto e della scoperta, che ha toccato profondamente la mia fantasia.

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Dove parcheggiare gratis a Iseo.

Per sostare gratuitamente ad Iseo, consiglio i parcheggi di Via Roma.

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Il “Treno dei Sapori”: informazioni.

Viaggiare con il “Treno dei Sapori” è un modo di coniugare arte, enogastronomia, conoscenza, panorami. Un’esperienza unica, che si può rivivere ogni giorno festivo ed ogni domenica, da Marzo a Dicembre.

“Treno dei Sapori” propone varie tipologie di tour. Ce ne sono veramente per tutti i gusti: per gli appassionati di arte, di Medioevo, di storia romana, di olio, di vino… senza dimenticare chi cerca una semplice, e tranquilla, evasione domenicale. E, nel mese di dicembre, gli itinerari sono dedicati al “Gusto del Natale”, in un’atmosfera davvero coccolosa.

Per scoprire tutte le proposte di “Treno dei Sapori e prenotare, potete:

  • visitare il sito ufficiale, sempre aggiornato con date, itinerari, prezzi;
  • scrivere a info@trenodeisapori.it;
  • telefonare allo 030-6854201, dal lunedì al venerdì (8.30 – 12.30 / 14.00 – 18.00). “Treno dei Sapori” è accessibile anche alle persone disabili. Contattate lo 030-6854301, per prenotare i servizi ed i posti dedicati;
  • seguire la pagina Facebook dove, tramite messaggi, è possibile mettersi in contatto col personale, sempre pronto a dare informazioni;
  • seguire il profilo Instagram.

Claudia B. (Supplied by “Treno dei Sapori”)

“Il Treno del Natale”, è un progetto di “Voce del Verbo Partire-Travel Blog di Claudia Barbieri”

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The smallest of Italy’s great lakes, this scythe-shaped squiggle of water is home to fishing villages tucked into deep bays, backed by an amphitheatre of snow-capped Alpine foothills and terraced hills that produce Italy’s most-prized sparkling wine.

By Sarah BarrellPhotographs By Francesco LastrucciPublished 27 Nov 2020, 13:49 GMT, Updated 11 Dec 2020, 17:29 GMT

The smallest of Lombardy’s four major lakes, Iseo has somehow resisted the limelight focused on such ...

The smallest of Lombardy’s four major lakes, Iseo has somehow resisted the limelight focused on such neighbouring bodies of water as Como, just to the north, and Garda to the east. Photograph by Francesco Lastrucci

Sandro Novali isn’t fishing today. “He’s spent a lot of his life on the lake,” Sandro’s son, Nicola shrugs. “Not so much these days. But there are still a few regular fishermen out there.” We huddle just inside the entrance of La Foresta, the Novali family restaurant with rooms that put the little island of Montisola on the map when it opened back in 1974. Then, Lake Iseo was barely a blip on the radar for visitors to northern Italy’s watery heartland; a simple string of fishing hamlets floating in Iseo’s central waters, backed by mountains densely wooded with beech, hazelnut and downy oak. 

Even for the hardy few out and about on Montisola’s shores today, it’s not a morning for catching much more than a chill. Exhaled breaths hang in ice-thickened air; the mainland’s snow-capped Alpine foothills puncture holes in the fog-frozen horizon. Everything is still, silent, apart from a few men shuffling about on the shoreline, mouthing swearwords into recalcitrant moorings, huffing warming breaths into their hands. The boats are mostly traditional wooden skiffs from which fishermen lower hand-hewn cast nets. The centuries old expertise behind Iseo’s net-weaving industry is now being put to use for racket sports and hammocks as much as for fishing.

A mesh of old nets, hooks and buoys form a kitsch canopy above our heads in La Foresta’s reception area. Outside, similar kit fulfils its proper function: lines and pots are stacked quayside, silvery sardinas and misultitt (shad) hang like pungent wind chimes from wooden drying racks, just as they have done for centuries. Such prized lake fish jewel La Foresta’s menu — lightly poached, oh-so-delicately smoked, artfully arranged like sashimi. Nicola brings me a flotilla of little appetizer plates. I marvel at velvet slithers of cured coregone, an almost boneless, feather-light whitefish, and a pistachio-dusted salmerino, a silky cousin of Arctic char, which thrives in Iseo’s chilly waters.

Osteria Quattro Rose, a winery and kitchen located in the historical centre of Rovato, Brescia.

Osteria Quattro Rose, a winery and kitchen located in the historical centre of Rovato, Brescia.  Photograph by Francesco Lastrucci

Lombardy’s secret 

The smallest of Lombardy’s four major lakes, Iseo has somehow resisted the limelight focused on such neighbouring bodies of water as Como, just to the north, and Garda to the east. If known at all outside Italy, it’s perhaps for Bulgarian artist Christo’s 2016 installation Floating Piers, which crisscrossed the lake with two miles of gleaming burnt orange walkways, from Sulzano on the mainland out to Montisola and its teeny neighbour, San Paolo.

“I think we hosted more people in the two weeks it lasted than we did in the entire year,” laughs Nicola, showing me a book by his photographer friend, Luca Guarnerio, featuring the piers lined with bodies, sunbathing, walking, dangling feet in Iseo’s contrastingly aquamarine expanse. I wonder aloud how on earth permission was granted for such a fantastical feat. 

“Christo tried Japan and Argentina first, but didn’t get very far,” explains Nicola. “The Beretta family own San Paolo, so he got permits that way.” Italy’s gun-making magnates also happen to be influential arts patrons. It’s hard to imagine such a sizeable installation happening on Italy’s other traffic-heavy lakes. There’s benefit to being a backwater: devoid of Garda’s glittering spas or Como’s Clooney-level celebrity status, Iseo quietly goes about its own business. A post-lunch hike takes me into Montisola’s sharply rising interior, where beech mast and yellow oak leaves still carpet trails and off-road routes that ultimately lead to a frost-dusted summit crowned with the Ceriola Sanctuary. This simple church marks the spot where, in the fifth century, Isis-worshiping islanders were introduced to Christianity by Bresican bishop Saint Vigilio. Pagan or otherwise, I encounter not one other soul. Squinting into the mists over the magnificently still lake, I struggle to imagine it unquiet with Christo’s playground installation.

A street scene in Lovere, a town situated on the northern tip of Lake Iseo.

A street scene in Lovere, a town situated on the northern tip of Lake Iseo. Photograph by Francesco Lastrucci

Wild waters

I find more piers tucked behind Iseo’s southernmost tip. At Torbiere del Sebino Nature Reserve, I follow two miles of wooden walkways and bridges that appear to float above a startlingly beautiful expanse of wetland, where lake waters drain into a patchwork of peat bogs, marshes and lagoons. Mirror-still waters reflect Iseo’s ever-present snow-capped peaks; curtains of tall rushes rustle with the promise of purple herons and great bitterns. Set along frosty banks, bird hides appear at intervals where it’s tempting to shelter from the sideways sleet beginning to glaze walkways and water. 

Instead, I keep moving, eventually succumbing to the wood fire-heated welcome of Trattoria Fontanì at the park’s entrance, where €10 (£8.44) buys me two courses — a saffron courgette risotto, poached lake trout — and a bullet-strong espresso. Affordable rusticity isn’t a mainstay of Lombardy’s glittering lakeshores. Intermittently punctuated by lidos and Michelin-starred places to dine, for the most part Iseo’s handful of waterfront towns are comparatively modest. Gathered neatly into small bays, their simplicity is dwarfed by mountains that rise off the lake with all the drama of the high Alps; lower terraces strung with clouds caught between their craggy folds. 

Long and narrow, Iseo is a lake defined by walls of rock as much as water. I follow the shoreline north to the tiny town of Pisogne where mountains eat right into the water, swallowing the road into a seemingly endless tunnel. Finally, at its end, the fortified town of Castro appears as if carved into the rock itself, the onward lakeside route vanishing into a string of overhanging grotto that run so close to the water you could be driving through sea caves. Here, at Iseo’s undeveloped northernmost tip, I have to remind myself I’m not exiled in the Alps. This is the realm of rocks where, in the midst of winter at least, human existence — buildings, pleasure boats, palm-planted boardwalks — seems a distant memory, obliterated by jagged, snowcapped summits that blaze blood red in the setting sun.

Vittorio Moretti, founder and owner of Bellavista winery and vineyards.

Vittorio Moretti, founder and owner of Bellavista winery and vineyards. Photograph by Francesco Lastrucci

Wine hour

For all its wild, unpretentious qualities, Iseo has some truly refined quarters. Terraced into the hills of its southeastern shores, the vineyards of Franciacorta represent one of the world’s most exclusive terroirs. This DOGC region’s unique geology is the winning ticket for high-grade viticulture, producing Italy’s most prized sparkling wine. “When the cellars become cold, we know it’ll snow on the peaks the following day,” says Francesca Mongodi, at Bellavista winery. “But the lake’s microclimate mitigates the chill. And our protective amphitheatre of hills — ancient glacial moraine from the mountains — shield us from the mist and heat of the southern plains, and they’ve gifted us with such mineral-rich soil.” 

It’s no wonder, then, that the area surrounding Lake Iseo is a haven of top-quality wine. The famous Franciacorta region is home to more than 110 wineries. Ca’ del Bosco, Berlucchi and Ferghettina — to name but a few — are all within a 10-minute drive of each other and offer visitors the chance to stroll around vineyards that give the French a run for their money. 

Nearby Bellavista is a small, family-run wine business that was founded as a passion project of Vittorio Moretti in the 1970s and is now managed by his daughter, Francesca Moretti. A tour of the cathedral-like cellars reveals vast vaulted ceilings under which wine matures in battalions of oak barrels, followed by a secondary fermentation in the bottle, “all of which are still turned by hand,” smiles Francesca — alluding to the traditional Champagne method now rarely used by the big French houses. But don’t mention that ‘C’ word; Bellavista prefers to be known as the “cashmere” of sparkling wine, celebrating the diversity of its vintages rather than a standard house style. 

“Franciacorta’s wineries all produce very different-tasting wines. It’s incredible for a small area to have such nuances,” says Francesca. In the tasting room, sipping at Bellavista’s Cuvée Satèn, and the Pinot Nero-Chardonnay blend, Pas Operé, I note everything from biscuit and nutty caramel to ripe stone fruits and citrus jam, all finished with the finest of natural bubbles. Like most Franciacorta wineries, of Bellavista’s annual 1.6 million-bottle output, just 20% is exported. I relish it while I can — even ordering some to accompany a pizza back at my hotel later that night. Not a standard pairing I grant you, but when in Franciacorta. 

Those in the know come to hotel L’Albereta for its detox programme — a legendary Chenot Method menu that fuels devoted denizens of its extensive spa. 

I retire full of sunny Franciacorta fizz, to wake the following morning feeling a bit fuzzy. Drawing back the curtains, I have to blink twice. Francesca was right: those cold cellars signalled snow — and lots of it. The vine-clad hillsides sloping away from L’Albereta are thickly carpeted with fluffy white drifts; vines are laden, fat flakes still falling. For now, views of Iseo’s blues have vanished into the white. 

L’Albereta, Relais & Chateaux, a boutique hotel located in the countryside of Erbusco.

L’Albereta, Relais & Chateaux, a boutique hotel located in the countryside of Erbusco. Photograph by Francesco Lastrucci

Five more to try: explore Lombardy’s lakes
 

1. Como
Synonymous with priceless palazzi, celebrity-stuffed restaurants and Bond-worthy vistas, Italy’s most famous lake has plenty of natural riches. Como’s mountain-backed shores are lined with ancient paths through woodland and villages. Still in use today by locals to reach the alpine pastures, these trails have been transformed into waymarked routes rewarding walkers with the sort of breathtaking views that are the envy of even the most moneyed villa owner.
Don’t miss: Follow the Sentiero del Viandante, the ‘wayfarer’s path’ that dates back Roman times when it was the only land route connecting Como’s eastern villages. 

2. Garda
This Italian stallion of a lake — the country’s largest — has been seducing visitors to Italy for centuries, with natural thermal springs feeding the venerable spas of Sirmione and Bardolino, wind-ruffled northern waters that are a boon for sports lovers, and vineyard-class southern shores. 
Don’t miss: Make like an Italian and rent a farmhouse in the south shore’s Valtenesi region, where steep mountains and green rolling hills are yours to explore. 

3. Maggiore
Straddling the border with Switzerland, Italy’s second-largest lake is also one of its most peaceful. Its shores are lined with oleanders, palms and aromatic verbena, and mountainous backcountry where woodland is rich with wildlife. Hilltop forts and ducal villas made Maggiore a must for wealthy youngsters on their grand tour in the 18th century — their legacy resulted in the creation of several waterfront hamlets. Less than an hour south is the picture-perfect Lake Varese, right at the foot of Mount Campo Dei Fiori. 
Don’t miss: Maggiore is home to some of Italy’s most celebrated landscaped and botanical gardens. Intragnola, with a mile of shoreline, is one of the region’s largest privately owned gardens, ablaze in spring with thousands of blooming azaleas and magnolia. 

4. Endine
Iseo’s tiny twin is an emerald-green jewel. Endine is small enough to freeze over, and though ice skating is forbidden, some still attempt it during prolonged cold spells. Come spring, birdlife abounds in and around Endine’s reeds and sandy beaches, where you’ll find little more than a handful of houses, and huts renting windsurfs, canoes and pedal boats.
Don’t miss: No motorcraft are allowed, making Endine, and tiny adjacent Gaiano just northeast, a real retreat. Rent kayaks for half-day excursions to fully immerse yourself in nature. 

5. Ceresio
Italy’s border-hopping lake, also known as Lake Lugano, offers incredible Alpine hikes. Travel in early spring to see Alpine meadows filled with wildflowers, while the peaks above remain sparkling with snow. Choose a route from Valsolda, the little string of lakeside and mountainside villages along Ceresio’s north-western shore.
Don’t miss: Walk among Dolomite cliffs in the 785-acre Valsolda Nature Reserve, one of Lombardy’s largest with 220 acres of trails dedicated to walkers. 

Published in the Lombardy 2020 guide, distributed with the Nov/Dec 2020 issue of National Geographic Traveller (UK)

Cosa vedere sul lago d’iseo e dintorni: 15 luoghi da non perdere!

vista dal monte guglielmo brescia

Cosa vedere sul lago d’iseo e dintorni: 15 luoghi da non perdere!

Il lago d’Iseo è uno dei tre maggiori laghi bresciani assieme al lago d’Idro ed al più rinomato e conosciuto lago di Garda. Tre laghi completamente diversi tra loro, ognuno con le proprie caratteristiche ma tutti e tre estremamente affascinanti.

Negli ultimi anni grazie all’opera artistica di Christo (la passerella sull’acqua – The Floating Piers) si sono accesi i riflettori sul lago d’Iseo e molte persone hanno riscoperto ed apprezzato una parte del territorio bresciano che reputo davvero molto interessante. Non è un giudizio di parte, ci sono molte cose da vedere ed esperienze da fare nei suoi dintorni, a partire dalla conosciuta Franciacorta fino a scoprire Lovere e la zona nord del lago.

Cosa vedere sul lago di Iseo?

Con questo articolo voglio elencarvi una serie di cose da vedere intorno al lago d’Iseo, guardando la cartina una sorta di giro antiorario che vi porterà dapprima a scoprire la sponda bresciana e successivamente la sponda bergamasca. Il lago d’Iseo ed il fiume Oglio fanno appunto da confine naturale tra le due province di Brescia e Bergamo.

Il lago d’Iseo è molto visitato da olandesi e nordeuropei in generale, turisti a cui piace il lago e la vita da campeggio. Sono parecchi i camping in queste zone, quindi anche i camperisti troveranno strutture turistiche adeguate.

Dove dormire sul lago d’Iseo

Se volete apprezzare il lago e godere della vista lago al risveglio la mattina, beh non c’è modo migliore che dormire sulle sue sponde. Scegli una delle nostre case vacanza!

1 – Montisola: l’isola lacustre più grande d’Europa

Come non iniziare dall’icona del lago d’Iseo: Montisola o Monte Isola.

Ovviamente esula dal giro antiorario di cui vi parlavo qualche riga sopra. Montisola necessita di almeno mezza giornata, una giornata intera se desiderate girarla in lungo ed in largo e magari raggiungere la Madonna della Ceriola sulla cima del monte. Un weekend se volete gustarvi la calma ed il relax.

cosa vedere sul lago di iseo
La scritta in ricordo dell’evento “The Floating Piers”.

Di Montisola ve ne ho parlato in modo molto approfondito e completo in questo mio articolo: Come arrivare e cosa vedere a Monte Isola.

Si tratta di una vera e propria escursione che vi può impegnare per tutta la giornata, soprattutto se la visiterete d’estate e magari vorrete concedervi qualche minuto sdraiati sulle sue spiagge contemplando le calme acque del lago.

cosa vedere sul lago di iseo
Vista da Montisola.

Potete raggiungere Montisola dai diversi porti sia sulla sponda bergamasca che su quella bresciana. Lato bresciano le tratte sono Sale Marasino -> Carzano e Sulzano -> Peschiera Maraglio. Io vi consiglio quest’ultima tratta perché arriverete nel centro abitato più importante dell’isola.

2 – La Franciacorta e le sue cantine vinicole

Come non iniziare un itinerario nei dintorni del lago d’Iseo se non visitando la bella Franciacorta e magari degustando un buon calice di bollicine.

Scopri anche: Cosa vedere in Franciacorta, 10 tappe nella patria delle bollicine!

Il territorio franciacortino è costellato di vigneti e cantine vinicole. Quasi tutte consentono di fare degustazioni, scoprire la loro storia e più in generale la storia del Franciacorta e della sua produzione la quale negli ultimi anni sta sempre più virando verso il biologico.

cosa vedere sul lago di iseo
Interni di una cantina in franciacorta.

Se volete l’elenco delle cantine con orari e degustazioni -> clicca qui per le cantine

Se vi interessa leggere un approfondimento sulla produzione del vino franciacorta vi lascio il link ad un mio articolo: Franciacorta: visita alla cantina vinicola biologica del Barone Pizzini

La Franciacorta non è però solo vino, è un territorio stupendo anche per passeggiate all’aperto, sentieri tra i vigneti e tante possibilità di divertirsi in mountain bike.

3 – Le Torbiere del Sebino

Un’area protetta, una riserva naturale dove passeggiare in mezzo alla natura o divertirsi a fare bird-watching e fotografia naturalistica. Queste sono le Torbiere del Sebino, una zona paludosa che si è formata grazie al ritirarsi delle acque del lago d’Iseo fino ai confini attuali. Le torbiere del Sebino, grazie alla formazione della torba, divennero molto importanti anche dal punto di vista economico-industriale in quanto la torba era utilizzata al posto del carbone per alimentare i treni della tratta ferroviaria Brescia -> Edolo.

Consiglio le Torbiere del lago d’Iseo a chi ama la fotografia ed il contatto con la natura. Un ambiente suggestivo che regala panorami diversi in base alle stagioni.

cosa vedere sul lago di iseo
Le torbiere del sebino.

Ci sono diversi percorsi da fare all’interno della riserva naturale e li potete consultare qui: percorsi delle Torbiere del Sebino.

Per completezza vi informo che, sebbene non siano presenti tornelli o controllori, il costo dell’ingresso alle torbiere è di 1 euro e potete trovare la macchinetta automatica ad ogni punto di ingresso alla riserva.

Nei pressi di un ingresso alle torbiere (vedi mappa) c’è il Monastero di San Pietro in Lamosa.

4 – Visitare il Monastero San Pietro in Lamosa

Il nostro vero itinerario intorno al lago d’Iseo possiamo dire che inizi con la visita alle torbiere. Proprio nei pressi della riserva naturale sorge anche il Monastero di San Pietro in Lamosa.

Maggiori informazioni sul Monastero potete trovarle qui:

5 – Percorrere l’Antica via Valeriana

Tra il lago d’Iseo e la Valle Camonica ci sono diverse testimonianze del periodo romano, basti pensare al Santuario di Minerva alle porte di Breno e al Teatro ed Anfiteatro a Cividate Camuno. Ma le testimonianze romane non sono solamente edifici. Tra Pilzone d’Iseo (una frazione di Iseo poco prima di Sulzano) e Pisogne si snoda l’antica strada che fino al 1850 rappresentava l’unico collegamento tra Brescia e la Valle Camonica. Una stradina a tratti ciottolata che attraversa le colline sulla sponda bresciana del lago d’Iseo, regalando, a chi la percorre, dei panorami stupendi.

Se siete amanti dei trekking o in generale del turismo attivo, l’Antica Via Valeriana è la soluzione perfetta per abbinare l’attività sportiva alla scoperta del territorio. 25/30 km segnalati da una V gialla e marrone.

Per approfondire l’intero percorso vi consiglio la lettura di questo articolo.

6 – Una passeggiata per il centro di Iseo

Il nome del lago è legato alla cittadina di Iseo, uno dei paesi più popolati tra quelli che si affacciano sul lago. Un bel centro con piazza Garibaldi, un bel lungolago con tanti bar dove rilassarsi bevendo qualcosa vista lago ed in più tanti negozi dove poter far shopping, se è di vostro interesse.

Iseo è perfetto per passare qualche ora spensierata. Dal suo pontile partono anche i traghetti che portano i turisti alla scoperta del lago.

A Ferragosto fanno anche uno spettacolo di fuochi di artificio sul lago: da non perdere!

7 – Trekking sul Monte Guglielmo con vista sul Lago di Iseo

Il Monte Guglielmo o Gölem (conosciuto dai bresciani con il suo nome in dialetto) rappresenta sicuramente i “dintorni del lago d’Iseo”…non è possibile inserirlo all’interno del classico giro intorno al lago perché è un trekking che, sebbene sia poco impegnativo, richiede più di mezza giornata. Ve lo consiglio proprio se volete vedere il panorama su tutto il lago, su Montisola e sull’Adamello, sperando nel bel tempo.

cosa vedere sul lago di iseo
Panorama dalla cima del Monte Guglielmo.

La cima, sulla quale è presente la statua al Redentore, è a circa 1950 mslm e ci sono diversi sentieri più o meno lunghi per raggiungerla.

Potete prendere il sentiero che parte:

  • Dall’abitato di Zone passando nel bosco degli gnomi, l’inizio del percorso è vicino alla pro loco di Zone -> circa 3 ore di camminata e 1000/1100 metri di dislivello.
  • Dalla frazione di Passabocche a Pisogne -> circa 2 ore e mezza di camminata e 700 metri di dislivello.
  • Dalla Croce di Marone -> circa 2 ore di camminata ed 800/850 metri di dislivello. La Croce di Marone si raggiunge in macchina prendendo una strada molto ripida prima del paese di Zone. Nella mappa trovate il percorso partendo da Iseo.

8 – Le piramidi di Zone

Avete mai visto piramidi fatte interamente di roccia? A Zone troverete proprio questo!

Le piramidi di Zone, dette anche fate di pietra, sono inserite all’interno di un’area dichiarata riserva naturale. Piramidi di roccia sulla cui sommità ci sono dei massi. Sembra irreale ma quando un masso cade, la piramide si sgretola formandone una nuova.

Per maggiori informazioni vi invito a leggere il post: Visitare la Riserva Naturale delle Piramidi di Zone.

9 – Visitare la Chiesa di Santa Maria della Neve a Pisogne

Sembrerà pure strano, ma a pochi passi dal lago d’Iseo, all’inizio della Valle Camonica, è possibile visitare quella che Giovanni Tentori definì come la “Cappella Sistina dei poveri“. Il pittore bresciano “Romanino” dipinse la volta, l’arco, le pareti e la facciata. È una chiesa piccola, forse un po’ spoglia e umile, ma all’interno resterete con “naso all’insù” per parecchio tempo.

10 – Il Lago Moro nei pressi di Darfo Boario Terme

Questa tappa è leggermente distante, il Lago Moro si trova a Darfo e, soprattutto d’estate, rappresenta una valida alternativa al lago d’Iseo. È incastonato tra le prime montagne della Valle Camonica e può essere raggiunto tramite due strade. Vi consiglio di percorrere quella che parte da Darfo e non quella da Angolo Terme.

Potrete prendere il sole nei pressi del chiosco, oppure tuffarvi in acqua dal pontile o prendere a noleggio una barca a remi e esplorare il lago.

Darfo Boario Terme, come si evince anche dal suo nome, è conosciuta anche per le sue Terme.

11 – Il parco di Luine e le incisioni rupestri a Naquane

La storia della Valle Camonica, oltre che essere stata segnata dai romani, è famosa per le incisioni rupestri. Il maggior numero di istoriazioni si trova nella zona di Capo di Ponte con il Parco Nazionale delle Incisioni rupestri di Naquane (patrimonio UNESCO) ed altri siti importanti. Si cammina in mezzo alla natura tramite percorsi che portano alla scoperta delle incisioni. Ogni roccia viene descritto sui vari cartelli esplicativi.

Il parco di Luine e Monticolo si trova invece nei pressi del lago Moro a poca distanza da Darfo Boario. Anche qui troverete un percorso tra le rocce. Il parco è tenuto molto bene e, se siete interessati alle istoriazioni camune, rappresenta di sicuro una ottima deviazione nei dintorni del lago d’Iseo.

La mia è solo una piccola e superficiale descrizione su quello che sono le istoriazioni camune, per maggiori informazioni vi invito a leggere questo mio articolo:

Incisioni rupestri in Valle Camonica: alla scoperta della storia

12 – Alla Scoperta di Lovere, a nord del Lago di Iseo

Torniamo dunque all’itinerario sul lago d’Iseo, la tappa successiva è Lovere in provincia di Bergamo. Lovere è stata inserita all’interno della raccolta dei borghi più belli d’Italia. Oltre ad un bellissimo lungolago, potrete visitare la Basilica di Santa Maria in Valvendra, la galleria dell’Accademia Tadini e la Torre Civica.

14 – Sarnico e Paratico

Sarnico e Paratico si contengono la “fine del lago d’Iseo”. La prima è una cittadina bergamasca, la seconda bresciana. Sono separate da un piccolo ponte ma i due centri cittadini, sebbene di paesi diversi, sembrano essere dello stesso paese. Secondo me è un punto molto bello del lago ed il momento migliore per visitarlo è a fine luglio con il Sarnico Busker Festival, quando Sarnico è invaso dagli artisti di strada che si ritrovano in 3 giornate di festa animando l’intera cittadina.

15 – Il salame di Montisola e la Spongada

Questa non è una tappa dell’itinerario vera e propria ma è una tappa culinaria che non potrete certamente perdervi in un giro sul lago d’Iseo.

Montisola è rinomata per il suo salame, un insaccato che presenta meno grasso rispetto al salame tradizionale, non si tratta di carne macinata bensì di carne tagliata rigorosamente al coltello. Il salame viene sottoposto ad una leggera affumicatura con ramoscelli d’ulivo, alloro e bacche di ginepro. Il vero salame di Montisola dev’essere prodotto solo su Montisola!

Altro prodotto tipico è la spongada che potrete trovare sulla stessa Montisola oppure in tutta la Valle Camonica. La spongada richiama l’idea di un enorme pane dolce con tanto burro e zucchero semolato. Sappiate che crea dipendenza. Una volta mangiato il primo boccone, sarà difficile non finire l’intera pagnotta.

Lago d’Iseo, itinerario di due giorni per fare il giro completo in auto

Il Lago d’Iseo, uno degli specchi d’acqua lombardi, si trova tra le province di Brescia (sponda orientale) e Bergamo (sponda occidentale). Il suo perimetro è di circa 60 chilometri e sono tutti di pura meraviglia.

Noi abbiamo organizzato un tour completo del Sebino (così viene chiamato questo lago) con partenza e arrivo a Pisogne, visitando i principali borghi sull’acqua e le più suggestive riserve naturali.

Abbiamo scelto di compiere il giro antiorario per motivi logistici (siamo arrivati il giovedì nel tardo pomeriggio e siamo ripartiti il sabato alla stessa ora): se puoi, ti consiglio di seguire questo itinerario di sabato e domenica, in quanto nei giorni infrasettimanali le attrazioni sono praticamente tutte chiuse.

ITINERARIO LAGO D’ISEO IN AUTO

  • Giorno 1 (arrivo nel tardo pomeriggio): Iseo – Pisogne (23 chilometri)
  • Giorno 2: Pisogne – Piramidi di Zone –  Sulzano – Montisola – Torbiere del Sebino – Sarnico (32 chilometri)
  • Giorno 3: Sarnico – Paratico – Riva di Solto – Lovere – Panchina Gigante (Rogno) – Pisogne (42 chilometri)

La distanza totale che abbiamo percorso è stata 97 chilometri perché, per riuscire a vedere più cose possibili, siamo dovuti salire e poi scendere passando per la tratta Iseo-Pisogne due volte.

Qui sotto ti lascio una mappa con l’itinerario che abbiamo seguito: cliccando sul pulsante in alto a sinistra puoi visualizzare gli itinerari dei singoli giorni, cliccando su + e – puoi regolare lo zoom.

ITINERARIO LAGO D’ISEO GIORNO 1: ISEO-PISOGNE

Siamo partiti da Ferrara nel primo pomeriggio e siamo giunti ad Iseo, nostra prima tappa del tour, verso le 17. Abbiamo parcheggiato l’auto in un’area di sosta gratuita nei pressi della stazione ferroviaria (Parcheggio Iseo – Via Roma 12F).

#ilPassaporto #inLombardia: come richiederlo, dove ritirarlo e come funziona

Il Passaporto #inLombardia è una fantastica iniziativa – totalmente gratuita – che la regione Lombardia ha promosso dallo scorso anno per incentivare i viaggiatori a visitare questa meravigliosa terra.

Io adoro le collezioni e ho voluto assolutamente aderire a questo progetto che trovo davvero ben fatto: pagine tematiche suddivise per zone che andranno riempite di volta in volta con i timbri dei luoghi che si visitano.

Se anche a te piacerebbe ricevere il Passaporto #inLombardia, ecco gli step da seguire (ricorda di eseguire questa procedura almeno 48 ore prima del ritiro):

  1. Scegli il luogo dove preferisci ritirare il tuo Passaporto tra quelli in elenco (puoi anche scegliere un ufficio territoriale regionale di questi). Ad esempio, noi abbiamo scelto l’Infopoint Iseo.
  2. Compila il modulo online indicando, oltre ai tuoi dati personali, il luogo dove preferisci ritirare il tuo Passaporto.
  3. E ora vai nell’ufficio da te scelto, ritira il tuo Passaporto e timbralo! Ecco i luoghi dove è possibile fare i timbri.

Potrai richiedere il Passaporto #inLombardia solo se sei maggiorenne. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

Ad Iseo abbiamo visitato la Pieve di Sant’Andrea, il Castello Oldofredi e dopo innumerevoli scatti sulle rive del lago siamo ripartiti per alloggiare a Pisogne

Itinerario Lago d'Iseo
Itinerario Lago d'Iseo

Questa struttura è situata in una posizione panoramica davvero fenomenale ma, devo essere sincera, è un po’ difficile da raggiungere (perlomeno con la mia auto, una Polo) in quanto la strada in alcuni tratti è sterrata, stretta e ripida. Sicuramente con un fuoristrada non si hanno problemi di questo genere.

Quando poi sono arrivata sulla terrazza della nostra camera non ho avuto dubbi, la fatica fatta è stata pienamente ripagata da tutto quello splendore che si estendeva davanti ai nostri occhi. Non mi ricordo di aver mai dormito in una stanza con un panorama così bello.

Itinerario Lago d'Iseo Agriturismo Romangelo

Mi piace proprio tanto soggiornare negli agriturismi, mi permette di staccare dal mondo, rilassarmi e concentrarmi su ciò che sto vivendo.

Ecco quanto abbiamo speso (il cofanetto mi è stato regalato quindi ho pagato solo gli extra, ma scrivo comunque il suo valore per non falsare il costo totale di questo tipo di viaggio). I prezzi sono a persona, viaggiando in due:

ITINERARIO LAGO D’ISEO GIORNO 2: PISOGNE – PIRAMIDI DI ZONE – SULZANO – MONTISOLA – TORBIERE DEL SEBINO – SARNICO

La mattina, dopo una buona colazione a base di brioche e the caldo, ci siamo diretti verso la Riserva Naturale delle Piramidi di Zone.

Itinerario Lago d'Iseo Piramidi di Zone

Le Piramidi, dette anche Camini delle Fate o Piramidi di Terra, sono il risultato della forza erosiva dell’acqua.

Itinerario Lago d'Iseo Piramidi di Zone

Arrivati a Zone abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio gratuito di Piazza dei Caduti e abbiamo percorso l’itinerario a piedi, a mio avviso davvero faticosissimo. Noi ci abbiamo impiegato un’ora e mezza abbondante perché facevamo spesso soste fotografiche in vari punti panoramici

La Riserva Naturale delle Piramidi di Zone ha accesso gratuito ed è sempre aperta.

La nostra tappa successiva, raggiunta alle 11.30 circa, è stata Sulzano. Qui abbiamo lasciato l’auto al Parcheggio per Monteisola (Via Dante Alighieri, 13B) che abbiamo pagato 7 euro (biglietto giornaliero).

A dire la verità in questa cittadina non abbiamo visto gran che in quanto ci siamo diretti subito a prendere il traghetto per Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Europa e uno de I Borghi più belli d’Italia.

Itinerario Lago d'Iseo traghetto Monte Isola
Itinerario Lago d'Iseo Monte Isola

Sulzano e Monte Isola sono state per lungo tempo al centro dell’attenzione nel 2016 grazie a The Floating Piers, la passerella galleggiante che le collegava.

Una volta giunti a Monte Isola ci siamo diretti all’Infopoint per timbrare il nostro passaporto e richiedere alcune informazioni sui trasporti.

Ci siamo recati al Santuario della Madonna della Ceriola dividendo il percorso tra l’autobus e le nostre gambe, già affaticate dalla mattina. Purtroppo abbiamo trovato il luogo di culto chiuso quindi ci siamo limitati ad ammirarlo dall’esterno.

Itinerario Lago d'Iseo Monte Isola

Monte Isola ha diversi prodotti tipici, tra i quali il pesce essiccato e il salame a grana grossa. Noi abbiamo pranzato a L’isola dei Sapori, una bottega tradizionale con qualche tavolino con vista sul lago che permette di degustare l’enogastronomia locale: abbiamo ordinato un tagliere di salumi e formaggi misti e uno di migole (impasto del salame alla griglia) con polenta. Tutto buonissimo e molto abbondante.

Itinerario Lago d'Iseo Monte Isola

Una volta recuperata l’auto a Sulzano ci siamo spostati alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, nei pressi di Iseo.

Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino
Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino
Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino

Quest’area, che si estende per circa 360 ettari, è veramente meravigliosa. Specchi d’acqua che riflettono la bellezza di canneti, alberi, natura, suoni degli animali. Ci sono tre percorsi (nord, sud e centrale), noi per mancanza di tempo abbiamo provato solo gli ultimi due e li consiglio con il cuore.

Itinerario Lago d'Iseo Torbiere del Sebino

Per entrare si paga un biglietto di 1 euro che va fatto agli erogatori automatici posti davanti a ciascun ingresso (importante: porta con te una moneta da un euro per ogni visitatore, vengono accettate solo quelle). La Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino è aperta tutti i giorni dall’alba al tramonto.

Noi abbiamo sostato nel parcheggio del Monastero di San Pietro in Lamosa (che purtroppo era chiuso e non abbiamo potuto visitarlo) e abbiamo speso 2 euro per un paio di ore in quanto dal lunedì al venerdì si paga fino alle 18 (massimo giornaliero auto 5 euro).

Itinerario Lago d'Iseo Monastero di San Pietro in Lamosa

Dl B&B Riad Sarnico si arriva in centro in circa 15 minuti di passeggiata davvero suggestiva e che ti consiglio vivamente.

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

La sera ci siamo concessi una cena romantica al Ristorante al Tram, nato all’interno della vecchia stazione della tramvia. L’atmosfera che si respira è molto rilassante e la cucina offerta è quella tipica. Noi abbiamo ordinato due piccoli menù tradizionali: entrambi abbiamo scelto come primo i casoncelli “tradizionali” alla bergamasca con burro, salvia, pancetta nostrana e grana padano mentre come secondo io ho scelto la trota al basilico, mandorle tostate e pepe rosa con zucchine trifolate mentre Matteo ha preso la tagliata di controfiletto di manzo con rucola, acqua, vino e dessert.

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

Ecco quanto abbiamo speso (prezzi a persona, viaggiando in due):

  • Parcheggio per Monteisola (Sulzano): 3,50 euro
  • Traghetto per Monte Isola a/r: 5 euro
  • Bus a Monte Isola a/r: 3 euro
  • Pranzo a L’isola dei Sapori (Monte Isola): 12,50 euro
  • Ingresso Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino: 1 euro
  • Parcheggio Monastero di San Pietro in Lamosa: 1 euro
  • B&B : 30 euro
  • Ristorante Al Tram (Sarnico): 39,50 euro

La spesa totale del secondo giorno è stata di 95,50 euro a persona.

ITINERARIO LAGO D’ISEO GIORNO 3: SARNICO – PARATICO – RIVA DI SOLTO – LOVERE – ROGNO – PISOGNE

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

Dopo una bella passeggiata panoramica per Sarnico abbiamo raggiunto a piedi Paratico: le due cittadine sono divise dal fiume Oglio.

Itinerario Lago d'Iseo Sarnico

Abbiamo visitato il Giardino delle Erbe Danzanti, davvero ben tenuto, poi abbiamo attraversato nuovamente il ponte per tornare a Sarnico, dove ci siamo fermati all’Infopoint per far timbrare il nostro passaporto.

Itinerario Lago d'Iseo Paratico
Itinerario Lago d'Iseo Paratico

Una volta ripresa l’auto ci siamo diretti a Riva di Solto: qui è possibile parcheggiare gratuitamente in Via Porto, in un’area asfaltata che si trova subito dopo il paese sulla sinistra.

Itinerario Lago d'Iseo Riva di Solto
Itinerario Lago d'Iseo Riva di Solto

In questo tratto di lago la strada è più bella dal punto di vista panoramico ma più difficile da percorrere in quanto piena di curve.

Questa località mi è piaciuta tantissimo, ha una passeggiata sul lungolago davvero favolosa: percorrendola a piedi per un paio di chilometri si arriva in un luogo meraviglioso, l’orrido del Bögn di Zorzino. Vale davvero la pena arrivare fino qui, è un posto magico.

Itinerario Lago d'Iseo Riva di Solto

In seguito ci siamo diretti a Lovere, uno de I Borghi più Belli d’Italia. Siamo arrivati ad ora di pranzo e dopo aver fatto un salto all’Infopoint per il timbro sul passaporto, abbiamo deciso di sederci in un posticino davvero accogliente per gustare qualcosa di tipico, il Quinto Gusto Caffè e Cucina. Noi abbiamo ordinato due piatti di fettuccine al burro di sarde di lago, una bottiglia d’acqua e un dolce della casa.

Itinerario Lago d'Iseo Lovere
Itinerario Lago d'Iseo Lovere

Nel pomeriggio abbiamo visitato l’Accademia di belle arti Tadini (dove abbiamo completato i timbri del Lago d’Iseo sul passaporto), la Basilica di Santa Maria in Valvendra e il Santuario delle Sante Bartolomea e Vincenza. Avremmo voluto visitare anche la Torre Civica ma purtroppo abbiamo letto un sito con informazioni errate sugli orari e l’abbiamo trovata chiusa.

Itinerario Lago d'Iseo Lovere

Terminato il giro abbiamo raggiunto la Panchina Gigante di Rogno. Abbiamo lasciato l’auto in Via Piazze, 20 a Rogno e poi abbiamo proseguito a piedi per circa venti minuti lungo un sentiero abbastanza ripido. Una volta raggiunto il traguardo abbiamo dovuto aspettare il nostro turno per scattare qualche fotografia, ma devo dire che n’è valsa la pena.

Itinerario Lago d'Iseo Panchina Gigante Rogno

Recuperata l’auto ci siamo diretti verso la nostra ultima tappa del tour del Lago d’Iseo, Pisogne. Abbiamo parcheggiato nell’area gratuita in Viale Girolamo Romanino (nei pressi della Chiesa di Santa Maria della Neve).

La mia idea era quella di salire sulla Torre del Vescovo, ma ancora una volta le indicazioni sugli orari trovate nel sito erano sbagliate. Il portale in questione è quello ufficiale del lago, te lo dico per evitare che anche tu ci rimanga male davanti ad un’attrazione chiusa.

Alla fine abbiamo deciso di passeggiare un po’ e poi rientrare a casa.

Itinerario Lago d'Iseo Pisogne
Itinerario Lago d'Iseo Pisogne

Ecco quanto abbiamo speso (prezzi a persona, viaggiando in due):

  • Pranzo a Quinto Gusto: 14,50 euro
  • Accademia di belle arti Tadini: 7 euro

La spesa del terzo giorno è stata di 21,50 euro a persona.

QUANTO COSTA UN VIAGGIO DI 2 GIORNI AL LAGO D’ISEO?

In sintesi, quanto costa un viaggio di 2 giorni al Lago d’Iseo? Di seguito riporto il totale della spesa del mio viaggio on the road per persona (viaggiando in due).

  • Carburante: 25 euro
  • Pedaggio autostradale: 9 euro
  • Pernottamenti e pasti (notti: Agriturismo , B&B R; pranzi: L’Isola dei Sapori, Quinto Gusto; cene: Agriturismo Romangelo, Al Tram): 145,45 euro
  • Parcheggi e trasporti: 12,50 euro
  • Attrazioni: 8 euro

Il totale speso per 2 giorni sul Lago d’Iseo è stato di 199,95 euro.


Santuario della Madonna della Ceriola a montisola

Il Santuario della Madonna della Ceriola

Il punto più panoramico di tutta l’Isola


Le origini remote del Santuario della Madonna della Ceriola risalgono circa alla metà del V secolo, quando San Vigilio, Vescovo di Brescia, portò la fede nella zona del Sebino sopprimendo il culto della dea pagana Iside. La fede del Cristo Salvatore si divulgò ben presto e San Vigilio portò devozione anche alla Madre del Cristo: la Madonna.
Pensò, infatti, di fare erigere sulla cima dell’Isola una piccola cappella, dedicandola alla Beata Vergine Maria, come simbolo della purificazione dalle superstizioni pagane e simbolo della nuova luce del Cristianesimo. La piccola chiesa fu la prima parrocchia dell’isola, chiamata “Santa Maria de curis” come appare nel catalogo dei beni della diocesi di Brescia, compilato nel 1410. Inoltre fu anche la prima chiesa del lago dedicata alla Madonna. Successivamente divenne Madonna della Ceriola, probabilmente perché l’effigie della Madonna (XII sec.) venne scolpita in un ceppo di cerro. E’ stata intagliata seduta su di un trono, con un ampio manto, con in braccio il Bambino.
Il 14 marzo del 1580, San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, passando in visita sulle strade bresciane, mandò il suo convisitatore Don Ottavio Abbiati sull’Isola a visitare il Santuario. Di questa visita stende una relazione in cui scrive:” Santuario ampio e decente, altare unico consacrato, come pure la chiesa, pitture avariate, trittico con la statua della vergine”. Dopo questa visita il rettore della parrocchia, Francesco Augustinelli, ne ordinò il restauro cambiando quasi completamente la struttura originaria. Nell’ ampliamento si costruì un nuovo presbiterio che portò maggior proporzione all’ insieme. Venne posta l’ artistica cancellata in ferro battuto, dividendo così la zona sacra dalla zona riservata ai fedeli. Il vecchio tetto a capanna fu sostituito dalla volta a botte e vennero aperte le due cappelle laterali dove sarebbe stato collocato l’ altare di San Fermo e più tardi la pala raffigurante il Transito di San Giuseppe, realizzata dall’artista bresciano Antonio Paglia nel 1763. I lavori finirono all’inizio del Seicento (come attesta la scritta sull’architrave del portale della facciata “Francesco Augustinelli presbiteris Rettoris Ope 1600”).

Nel 1750 venne radicalmente mutata la facciata con la costruzione, sulla base dell’antichissimo santuario, del massiccio campanile in granito.
Fortunatamente nel 1815, un fulmine scrostò una parte di muro, all’interno della facciata est, evidenziando un affresco in perfetto stato di conservazione, che raffigurava un Cristo Ecce Homo legato con una fune ad una colonna e coronato di spine. Quest’ opera è stata attribuita a Giovanni da Marone.
Nel 1836 in Lombardia si diffuse il colera. Gli abitanti di Monte Isola, disperati per le numerose vittime, si rivolsero alla “loro” Madonna salendo in processione verso il Santuario dove fecero voto di consacrare quella domenica se fosse cessato quel castigo. Da quel giorno la malattia si indebolì fino a scomparire. Da allora, ancora oggi, ogni seconda domenica di luglio si festeggia la venerata Madonna del Colera, in nome della malattia sconfitta.
Il Santuario è lungo 23 metri, largo 7,5 e alto 10, composto da un unica navata e caratterizzato da una volta a botte che poggia su di un cornicione in cotto che corre lungo tutto il perimetro della chiesa, sostenuto da lesene con capitelli in stile Barocco, come il resto dei fregi e degli ornamenti che caratterizzano la volta e la cupola del presbiterio. L’altare maggiore è costruito in marmo nero e bianco e su di esso si innalza una soasa in legno del 1400. La cornice è stata aggiunta nel 1620 ed è costituita da due colonne in stile corinzio che sostengono la trabeazione e il timpano. Il trittico è composto dalla Madonna al centro e dalle statue in legno dorato dei Santi Faustino e Giovita (patroni di Siviano). Sia la Vergine che Gesù Bambino indossano una vecchia corona d’oro. La lunetta sovrastante l’altare maggiore ritrae la Nascita di Gesù, nella cupola sopra il presbiterio è raffigurata la Purificazione di Maria Vergine, mentre i tre medaglioni che ornano la navata ritraggono L’Incoronazione della Madonna, L’Assunta e L’Annunciazione. Una targa in stucco, posta sull’arco trionfale, riporta la scritta che rievoca il mistero a cui è dedicato il Santuario: “Suscepimus Deus Misericordiam Tuam In Medio Templi Tui”.
Lateralmente all’altare maggiore sono situate due cappelle: a sinistra la cappella di S. Fermo, con altare in legno intagliato, risalente al 1600, mentre a destra, la cappella di San Giuseppe con la pala del Paglia. Entrando sulla sinistra si possono ammirare i resti degli affreschi della chiesa precedente, una Madonna col Bambino molto simile alla statua, ordinata probabilmente da una famiglia di cui solo in parte si possono leggere i nomi, perchè manca il resto della bellissima opera, decurtata quando venne aperta una porta per la visita vescovile. Sempre nella parte interna della facciata, sopra la porta, si trova un affresco del 1924 che rappresenta il vescovo San Vigilio, apostolo che portò fede e devozione nel Sebino. Ai lati del presbiterio vi sono due affreschi dell’artista Locatelli (1924), raffiguranti Santa Bartolomea Capitanio, protettrice di Lovere e Sant’Angela Merici. Tra l’altare maggiore e la navata centrale è posta una cancellata in ferro battuto del 1600.
Dedicate sempre alla Madonna, sono le tavolette votive, quadri recenti ed antichi, appesi sul fondo della parete sinistra, chiamati anche “ex voto”. Se ne contano 82, alcuni datati anche 1620, ma i più numerosi sono del 1800. Simboleggiano la devozione e la gratitudine del fedele nei confronti della Madonna. Ancora oggi c’è questa usanza, anche se al posto delle tavolette dipinte, vengono appese delle fotografie. Sono presenti anche molte preghiere dedicate alla Madonna, poesie di Emilia Belli (poetessa del Lago d’Iseo) e canzoni in onore dell’Incoronazione della Madonna, avvenuta il 30 agosto 1924. Durante l’attesa di quel fatidico giorno, i fedeli di Monte Isola, offrirono una parte dei loro averi, fino ad arrivare al peso di un Kg d’oro, permettendo così la fusione di una splendida corona incastonata di pietre preziose per la Madonna ed una per il Bambino.
Oggi il Santuario, giuridicamente nel territorio isolano, è il simbolo dell’ unità civile di tutti i cittadini dell’ unico comune di Monte Isola, che porta nel suo stemma proprio la figura del Santuario della Madonna della Ceriola.
Come arrivare:
a piedi, da Peschiera Maraglio: il sentiero parte fuori dall’Ufficio Informazioni e si snoda in salita nel paese. Una volta attraversata la strada che sale a Senzano, il sentiero inizia ad inoltrarsi nel bosco. In poco più di un’ora, passando dall’abitato di Cure, sarete al Santuario. Consigliate scarpe da ginnastica comode e chiuse (no sandali, no tacchi).
Dislivello: 450m
Tempo di percorrenza: 80min
Km: 4
Livello: E
In autobus: il sabato, la domenica e i festivi è attivo un servizio bus (portata di 20 posti) che parte nei pressi del pontile n. 1 di Peschiera Maraglio e ferma nel borgo di Cure dove parte il sentiero che in  20 minuti porta al Santuario. Il servizio è attivo dalle 10.00 alle 18.30 con una corsa ogni 20 minuti circa, al costo di 1,50 euro a persona per viaggio. Nei giorni feriali è attivo il servizio regolare di bus.
Orario funzioni:
– Sabato 10.00
Durante le funzioni le visite sono sospese.

Valle Camonica – Tonale

La val camonica da Pisogne lunga circa  90 km fino al Tonale.
 
 
 

 

 
 
LA VALLE DEI SEGNI
 
La Valle Camonica è nota in tutto il mondo per la straordinaria varietà di incisioni rupestri inserite nel 1979, quale primo sito italiano, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Rappresenta un luogo di fascino e suggestione davvero unico, in cui l’uomo e l’ambiente hanno interagito fin dalla Preistoria. Da qui il nome “La Valle dei Segni”.
Il patrimonio del sito UNESCO n.94 “Arte Rupestre della Valle Camonica” è distribuito lungo l’intera Valle, con oltre 180 località sparse su 24 comuni, e attraversa più di 12 mila anni di storia. I parchi archeologici della Valle Camonica offrono un emozionante viaggio a ritroso nel tempo: qui è possibile ammirare cacciatori, guerrieri e contadini, carri ed aratri, cavalli, buoi, cervi, uccelli acquatici e cani, capanne e torri medioevali.
 

Le alpi, Ponte di legno a 85 km da pisogne raggiungibile in circa 1 ora di auto dalla ss42.

Ponte di Legno con la sua raffinata eleganza ha saputo mantenere nel tempo il fascino del paese di montagna. Il silenzio e la magia del luogo sono un richiamo irresistibile per coloro che cercano il contatto vero con un ambiente naturale.

Situata in un soleggiato pianoro a 1.258 metri d’altitudine, Ponte di Legno è un’importante stazione climatica e un centro turistico montano, estivo ed invernale, considerato da tutti la capitale indiscussa dell’Alta Valle Camonica.

Per l’inverno offre piste di vario livello, collegate a quelle della ski area di Temù, dotate di un sistema di innevamento programmato e servite da 5 impianti di risalita e da 8 piste che garantiscono un’ottima sciabilità. Una cabinovia collega in soli 14 minuti Ponte di Legno al Passo Tonale, offrendo durante il tragitto un bella vista sulle montagne dell’Alta Valle Camonica.

D’estate è la base per magnifiche passeggiate e gite in mountain bike nel Gruppo Adamello Presanella, nel Parco Nazionale dello Stelvio e nel Parco dell’Adamello.

Per gli amanti del golf, in località Valbione a 1.530 mt. si può provare l’emozione di giocare in uno splendido campo al cospetto della Cima Salimmo, circondato dal bosco del Parco dell’Adamello. Per informazioni visita il sito ufficiale del Golf Club Pontedilegno.

L’incantevole isola pedonale offre varie opportunità: dallo shopping nei negozi alla moda all’aperitivo nei bellissimi locali del centro fino ai ristoranti dove degustare i prodotti tipici locali della tradizione camuna.

Sito ufficiale

Valcamonica e Franciacorta

Viaggio in Val Camonica, un’ampia distesa pianeggiante che si estende nelle Alpi centrali, in Lombardia, fra le province di Brescia e di Bergamo. Quota 3.160 metri sul livello del mare: sulla cima di Lagoscuro, nella spettacolare cornice dei ghiacciai dell’Adamello – Presanella, Ponte di Legno e il gruppo del Cevedale, un’emozionante apertura del nostro conduttore con Lino Zani ed una guida alpina. Un omaggio agli eroi poveri e umili delle Alpi, un itinerario dalle grandi emozioni per la bellezza dei panorami, il brivido del vuoto e il fascino della storia: ai piedi del ghiacciaio Presena, il Sentiero dei Fiori e le trincee di Bocchette di Val Massa, mirabili opere della Guerra Bianca che raccontano una montagna che non va dimenticata, fatta di mezzi esigui, coraggio, impressionante perizia e incredibile forza d’animo.

Linea Bianca VAlcamonica

Sulle colline della Franciacorta, in quella bella zona che si trova tra Brescia e la parte meridionale del lago d’Iseo. Un territorio noto in tutto il mondo per la produzione dell’omonimo vino, ma che riserva anche inaspettate sorprese. Di Marco Rossetti e Francesca Topi .

Franciacorta

Le Torbiere del Sebino

Le Torbiere del Sebino fanno parte di una riserva naturale tra la Franciacorta e il Lago d’Iseo, in provincia di Brescia. Un luogo in cui il cielo si specchia nell’acqua tra i canneti e il sole scintilla sulle passerelle di legno, facendoti sentire un tutt’uno con la natura, lontano dalle ansie quotidiane. Te ne parliamo in quest’articolo.

La Riserva naturale Torbiere del Sebino

Che cos’è una torbiera? Per la nostra generazione, la risposta non è così scontata. Si tratta di un luogo acquitrinoso in cui si deposita la torba, cioè un combustibile fossile formato da resti vegetali acquatici. Oggi in Italia non è più molto usata, mentre in Irlanda e in Finlandia è ancora abbastanza popolare.

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Lo sfruttamento delle Torbiere del Sebino iniziò alla fine del ‘700. La torba serviva ad alimentare le filande di Iseo, le fornaci, il riscaldamento delle abitazioni e persino i treni! Negli anni ’50 l’estrazione della torba lasciò il posto a quella dell’argilla per la fabbricazione dei mattoni. Fino a che, negli anni ’70, si affermarono le ragioni della salvaguardia ambientale.

Oggi le Torbiere del Sebino sono parte di una riserva naturale e sono state dichiarate “zona umida d’importanza internazionale”. Donzelle, siete avvisate, fare la piastra prima di venire qui è inutile!

Torbiere del Sebino

I percorsi naturali

Le Torbiere del Sebino sono il luogo ideale per una passeggiata rigenerante. Passerelle in legno e sentieri sulla riva permettono di immergersi in questo paradiso acquatico. Gli unici suoni sono il vento che fruscia tra le piante, i versi degli uccelli e l’allegro sguazzare delle paperelle. Se non ci sono altri turisti a produrre inquinamento acustico, ovviamente.

Torbiere del Sebino

Abbiamo visitato le torbiere in pieno inverno ed erano quasi completamente ghiacciate! Veniva voglia di pattinarci sopra. Uno spettacolo indimenticabile. Certamente in primavera mostrano un altra faccia, verde e vivace, e ci piacerebbe tornare. In estate invece… temo che il sole e le zanzare mietano molte vittime. Ma non ho raccolto testimonianze in merito.

Gli itinerari consigliati per visitare le Torbiere del Sebino sono due:

  1. Itinerario sud-centrale: partenza e arrivo dal monastero S. Pietro in Lamosa oppure dalla stazione di Provaglio. Lunghezza: 4 km circa. Tempo di percorrenza: 2 – 3 ore.
  2. Itinerario nord-centrale: partenza e arrivo dal Centro Visite (via Tangenziale Sud, Iseo). Lunghezza: 5 km circa. Tempo di percorrenza: 3 – 4 ore.
Torbiere del Sebino

Monastero di S. Pietro in Lamosa

Orari e costi

La Riserva Torbiere del Sebino è aperta tutto l’anno, dall’alba al tramonto. Per accedere si richiede il pagamento di un biglietto di 1€, cifra simbolica destinata a finanziare lavori di conservazione e ricerca.

Il biglietto è acquistabile presso gli erogatori automatici presenti ai 3 ingressi della Riserva (accettano solo monete da 1€):

  • Ingresso Nord – a Iseo, presso il Centro Accoglienza visitatori, di fronte al campo sportivo;
  • Ingresso Centrale – a Provaglio d’Iseo, presso il monastero S. Pietro in Lamosa;
  • Ingresso Sud – a Corte Franca presso l’Infopoint, via Segaboli, vicino al parcheggio del Centro Commerciale “Le Torbiere”.
Torbiere del Sebino

Molto importante: è vietato l’ingresso ai cani. Può sembrare carino portare il proprio bau a sgranchirsi le gambe tra le pozze d’acqua, ma non si fa, proprio no. Il rischio, infatti, è quello di spaventare e danneggiare gli animali selvatici delle Torbiere.